Sim: recensione di Hooman After All

Dal Giappone con furore! Banzai a tutta velocità per questo quartetto nipponico nu-metal; i SIM con Hooman After All guardano al passato con nostalgia, ma con un occhio al presente.

Sim

Hooman After All

(UNFD)

Reggae PUNX, nu-metal


Dal Giappone con furore! Banzai a tutta velocità, si potrebbe aggiungere, per questo quartetto nipponico (SIM) che con Hooman After All guarda al passato con nostalgia, ma con un occhio al presente per quanto riguarda la produzione che appare sin troppo boombastica. Ma tant’è, questo è quello che oggi passa la mensa giapponese che ci fornisce degli ingredienti che sono tipici dell’ultimo crossover o del primo new metal.

In pratica, ci si muove in un territorio quasi minato dove i riferimenti vanno dai Linkin Park, agli Skindred, passando per gli elettronici Orgy e gli immancabili Limp Bizkit.

Le canzoni, dunque, sono un bel minestrone che, tutto sommato, si rivelano piacevoli, anche se molte volte si rischia il plagio, vedi Blindeyes in cui davvero ci pare che a cantare siano i summenzionati Skindred.

Le chitarre, sature come si confà per il genere, macinano riff in continuazione ed il cantato mescola parti melodiche ad altre più arrabbiate.

Insomma, è tutto come il copione giustamente impone, alla faccia dell’originalità (ma qualcuno obietterà che oggi nulla è originale, a parte quei polpettoni elettronici che si vuole far passare come innovazione ultraterrena).

Però c’è ancora chi ama il genere e non si farà problemi a pogare (soprattutto negli Stati Uniti) con una bomba come Dalala che ha un ritornello sempliciotto o a muoversi al ritmo di ska con The Sniffing Cats. Poi, se a qualcuno non piace la piega dei Linkin Park del dopo Chester Bennington, c’è sempre la veloce Ghost In Tokyo che potrebbe andare bene.

Non siete contenti? Ed allora andando a braccio con i riferimenti storici si possono citare i seminali Bad Brains (Black Submarine) e anche qualcosa di più bizzarro che in Hold My Beer esplode come un bel bubbone.

Va da sé che l’album potrà trovare consensi soprattutto dall’altra parte dell’oceano, dove il nu-metal risulta ancora una parte trainante del mercato dei duri e puri. In Europa e, soprattutto dalle nostre parti, ci appare difficile che i simpatici SIM riescano a fare proseliti, ma mai dire mai nella vita. Comunque se proprio volete fare un tuffo tra nu-metal e crossover di ultima generazione dei novanta, vi consigliamo di andare sugli originali. Molto meglio e, decisamente, più coinvolgente.

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Francesco Brunale
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