Seta: la recensione di Venere Tascabile

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Seta

Venere Tascabile

(VREC)

rock

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Seta Venere recensione TascabileLa Vrec Records estrae dal suo cilindro i Seta, giunti al terzo lavoro della propria carriera – Venere Tasacbile -, ed è davvero un bel sentire l’album realizzato dal quintetto italiano che si muove tra sonorità elettroniche alla Subsonica ed elettriche che, invece, pagano dazio ai Timoria.

A proposito della band bresciana, tanto per andare subito nell’argomento, c’è la presenza di Omar Pedrini che suona con il gruppo uno dei suoi pezzi più famosi, ovvero Piove, che tutti ricordiamo sull’epico Viaggio Senza Vento.

La forza dei Seta è nel saper scrivere canzoni toste e contemporaneamente melodiche che viaggiano sempre tra il tradizionale ed il moderno.

L’opener Resta Solo Un Nome ha dalla sua intensità ed orecchiabilità che la rendono immediatamente una perla dal sapore anni 90.

L’acidità di Prendere O Lasciare non fa prigionieri, così come la title track che si caratterizza per l’inizio lento ed arpeggiato, salvo poi esplodere con una melodia in fase di ritornello davvero irresistibile.

Decideremo In Volo parte, invece, con una base da discoteca alla Subsonica e con un groove assolutamente funky che porta ad un altro chorus da classifica.

I ragazzi ci sanno fare e Lui E’ Lei è un’altra traccia di tutto rispetto, anche se ha una sua dimensione più elettronica e meno rock rispetto al resto dei brani contenuti nel disco.

Venere Tascabile si chiude con la buona Sotto Il Peso Dei Pensieri che paga chiaramente dazio ai Timoria di Storie Per Vivere.

Alla fine dei conti le notizie che arrivano dall’Italia in materia di rock tradizionale sono buone ed i Seta sono qui a ricordarcelo con un buon disco che ci fa sperare per il futuro.

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