Selfishadows: recensione di Everything Changes

Everything Changes è il nuovo album in studio di Selfishadows. Il musicista, DJ e producer calabrese sforna una perla di pregiata darkwave.

Selfishadows

Everything Changes

(Manic Depression Records)

darkwave, new wave, post-punk

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Più mi addentro nell’ascolto di prodotti nostrani e più mi convinco che la nostra latente, sfrontata esterofilia continua a precluderci la possibilità di scoprire e dare il giusto valore agli artisti di casa nostra che hanno solo una pecca, quella di non essere nati e cresciuti altrove.

Mi chiedo perché tendiamo ad esaltare lavori stranieri non propriamente seminali mentre ignoriamo (a volte addirittura intenzionalmente) ottimi prodotti made in Italy?

Prendiamo ad esempio Everything Changes, il nuovo album di Selfishadows, appena uscito su Manic Depression Records e chiediamoci cosa abbia da invidiare ad un’opera prodotta fuori dai nostri confini.

Daniele Giustra (aka Selfishadows) è un musicista ispirato e raffinatissimo, un DJ/producer con una già corposa discografia alle spalle, parliamo di un EP, 4 LP, numerosi singoli e perfino alcuni remix a cura di personaggi di grande livello come Iamtheshadow e Kill Shelter, eppure non è ancora riuscito a raggiungere la popolarità che merita.

Selfishadows è la brama di raggiungere una nuova forma canzone, Daniele mescola abilmente suoni sintetici avveniristici con altri vintage unendo batteria elettronica e testi profondi in un clima krautpop pieno di pathos.

Tra wave e glitch la ricerca sonora si sottomette alla naturale predisposizione della sua  voce calda, terapeutica, asciutta e minimale molto vicina alla tradizione crooner, il suo motto, l’immobilità come espressione di movimento, sembra paradossale ma in realtà non lo è affatto (basti pensare alle performance live di Chris Reed con i suoi Red Lorry Yellow Lorry).

In questo contesto mentale, a tre anni di distanza dal bellissimo Again, nascono nove  tracce capaci di trasportarci in ambientazioni diverse e contrapposte, con infinita classe si passa infatti dalle atmosfere ovattate e torbide tipiche dei dancefloor oscuri ad altre più introspettive, nebulose e carezzevoli.

Perdutamente enigmatica e misteriosa Sail away è la degna apertura di un viaggio salvifico guidato dal Caronte Daniele che mano nella mano ci accompagna tra vicoli fumosi e spazi aperti.

Si vola lontanissimo grazie alla rotonda dolcezza di Calling Around Here, alla sintetica grazia di Stay Away e alla fulgida bellezza della potenziale hit Every Hour.

Impossibile resistere al mood quasi gioioso di Your Name che cede il passo a Falling Down ornata dalla presenza di Suzi Sabotage alla voce e Alessandro Boscarino (già noto per il suo progetto Aendlex) alla chitarra acustica per smarrirsi poi nei cerchi concentrici della più storta Something to Fear.

Ma le vere perle sono in fondo allo scrigno, le due ultime tracce varrebbero da sole l’acquisto dell’intero full-lenght, la title track è poesia allo stato puro, tra stop ang go, aperture e implosioni perfette si incastra la voce di Daniele che qui, complice l’eco incantatore, modula, declama, vocalizza con sorprendente intensità, da ultimo il caliginoso scintillio di Waiting For, dilatatissima ballad dai contorni fiabeschi.

Selfishadows ci regala un disco pieno di sentimento, un disco che merita di arrivare alle orecchie di quante più persone possibili, Selfishadows ha un grande talento e il talento va riconosciuto, apprezzato e infine amato.

Selfishadows – Everything Changes: guarda il videoclip

 

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