The Darkness: Hot Cakes

L'ironia non è mai mancata a Justin Hawkins ed ai suoi The Darkness, così è anche nel nuovo Hot Cakes. Solo per fans della band e del glam anni '80

The Darkness

Hot Cakes

(Cd, Pias Recordings)

glam-rock, pop rock, hard-rock

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the-darkness-hot-cakesSembra che per i The Darkness il tempo non passi mai. Infatti dopo nove anni esatti dal loro esordio Permission To Land, tornano con questo terzo album Hot Cakes e suonano più o meno uguale agli esordi.

Una mistura di hard rock e di glam anni ’70-’80 senza particolare originalità, seppure con le doti vocali di Hawkins che a volte eccede però nell’uso del falsetto.

Fin dalla prima traccia Every Inch Of You, si trova uno scimmiottare delle atmosfere dei grandissimi Queen, ma Justin non è Freddie…

Meno immediato il primo estratto da Hot Cakes, Nothing’s Gonna Stop Us che risulta però uno dei brani più piacevoli di questo nuovo lavoro.

Le sonorità vagamente all’Ac/Dc non risollevano le sorti di With A Woman, uno dei pezzi più noiosi dell’album.

Keep Me Hangin’ On prosegue sullo stesso livello, più interessante la simil ballad Living Each Day Blind.

Riempie di nostalgia anni’80 l’hard rock Everybody Have A Good Time, brano che potrebbe ben figurare anche in rotazione su MTV.

Anche She Just A Girl, Eddie strizza l’occhio al commerciale e non per nulla la band dei fratelli Hawkins è in tour europeo con Lady Gaga.

Assolutamente trascurabile Forbidden Love; Concrete invece ci riporta ai fasti del primo album della band.

Ciliegina sulla torta, si fa per dire, la cover di Street Spirit (Fade Out) dei Radiohead. Assolutamente fuori controllo lo stridio vocale che riesce perfettamente nell’intento di rovinare una canzone favolosa.

Più piacevole la conclusiva Love Is The Answer che precede le quattro bonus track.

In versione acustica troviamo quattro brani: I Can’t Believe It’s Not Love, uno dei più gradevoli di questo lavoro; Love Is Not The Answer, molto più banale dell’originale; la trascurabile Pat Pong Ladies e infine il glam di Cannonball.

Probabilmente l’album piacerà ai fans storici della band e comunque è un gradito ritorno alla musica di un artista negli ultimi anni alle prese con troppi problemi di disintossicazione, io preferisco però ascoltarmi i primi lavori.

 

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Fabio Busi
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