The Brian Jonestown Massacre: Who Killed Sgt. Pepper?

Eclettici, sperimentali, visionari, tornano i The Brian Jonestown Massacre con un album che si interroga su Sgt. Pepper!

The Brian Jonestown Massacre

Who Killed Sgt. Pepper

(Cd, A. Records)

rock psichedelico, post-punk,  ambient, industrial

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Nati a San Francisco nel 1990 i The Brian Jonestown Massacre si sono sempre contraddistinti per la genialità e l’ecletticità del loro leader Anton Newcombe, ormai unico “superstite” della formazione originaria.

Dal 1993, anno di uscita del primo album Spacegirl & Other Favorites, la band californiana è stata molto prolifica producendo un nuovo cd circa ogni 2 anni, eccezion fatta per il 1996 quando diedero alla luce ben 3 album.

A 3 anni di distanza dal loro ultimo cd datato 2007 e dall’EP Smoking Acid risalente al 2009, ecco arrivare questo Who Killed Sgt. Pepper? . Un titolo emblematico che sembra quasi voler annunciare che dopo l’uscita di questo cd, la psichedelia dei Beatles è destinata a scomparire, ma in questo album più che di psichedelia si può parlare di alternanza di stili solitamente lontani dal mondo dei BJM.

Album con sonorità molto differenti fra loro, questo Who Killed Sgt. Pepper? parte con Tempo 116.7 (Reaching For Dangerous Level Of Sobriety) un brano molto interessante influenzato da sonorità trip hop / dub che ricordano molto Nitin Sawhney.

Di tutt’altra pasta è invece fatto il seguente Tunger Hnifur, un vero e proprio balzo all’interno di sonorità post-punk mentre con Let’s Go Fucking Mental , entriamo in territorio industrial con un groove ossessivo che mi incatena e non mi molla più.

White Music è ambient nel senso più sperimentale del termine. La strumentale This Is The First Of Your Last Warning (Icelandic) si sposta su binari ancora diversi, così come This Is The One Thing We Did Not Want To Have Happen che ritorna sul genere noise.

Il resto di Who Killed Sgt. Pepper? prosegue più o meno allo stesso modo, variando spesso direzione e ritmo. Così ci troveremo dall’energica The One al quasi grime Someplace Else Unknown, dal delizioso indie pop sperimentale di Detka! Detka! Detka! a Super Fucked che ricorda i brani più introversi di Ian Curtis e dei suoi Joy Division, così come Out Time. L’electroclash di Feel It e l’interminabile psichedelia visionaria di Felt Tipped Pictures Of Ufo’s chiudono questo ennesimo lavoro della band proveniente dalla Bay Area ma che questa volta si è avvalsa della collaborazione di diversi musicisti fra l’Islanda e la Germania, paesi dove ha completato le registrazioni dell’album.

www.myspace.com/brianjonestownmassacre

www.brianjonestownmassacre.com/

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Fabio Busi
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