Seville: Who Has Decided For Us

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Seville

Who Has Decided For Us

(Artist First)

indie-rock

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recensione Seville Who Has Decided For UsSi può parlare tranquillamente di esordio dell’anno, anche se siamo solo agli inizi di questo 2020. Ed è bello sottolineare che questa band, formata da Federico Ruzza, Sebastiano Nalin, Matteo Santaterra e Michele Tedesco, è italiana.

Dopo una serie interminabile di vita on the road, concerti in Italia ed anche all’estero, è arrivato per i veneti Seville il momento di concedersi il primo lavoro in studio, Who Has Decided For Us.

Sonorità morbide, inglesi per lo più nella loro influenza, melodie interessanti, canto pulito e soprattutto un pugno di canzoni scritte con grande classe.

È come se i primi Coldplay avessero incontrato i Mansun, dando il via ad un album di qualità. Il singolo Sunday Drivers, pure essendo il brano più lungo del lotto, è un ottimo manifesto per capire le potenzialità, ancora non sbocciate del tutto, di questo combo che sa bene come si riesce a scrivere una canzone.

Senza dover ricorrere a trucchi od urla, si può fare rock anche in questa maniera, con la supervisione nascosta dei Pink Floyd era Gilmour, cioè quelli anni ottanta.

L’unica pecca è che siano solo sette le canzoni che compongono Who Has decided for us, perché l’impressione che se ne ricava è che qui di talento ce n’è abbastanza.

Un’ultima curiosità. Il nome Seville (Siviglia in italiano) non significa nulla di particolare, perché i quattro ragazzi non sono mai stati nella città spagnola. Seville, come hanno detto i membri della band, “è semplicemente una parola fluida, che suona bene e si addice anche al nostro immaginario: spesso legato all’idea del viaggio e del movimento”. Mai nome fu più idoneo al tipo di musica ascoltata in questo esordio.

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