Schwefelgelb: Das Ende Von Kreis

Das Ende Von Kreis è il secondo album per i tedeschi Schwefelgelb, che esplorano nuovi sentieri electro-punk intrecciati con l’industrial

Schwefelgelb

Das Ende Von Kreis

(Cd, Tapete Records)

synth pop, electro, nu wave,

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Schwefelgelb- Das Ende Von KreisDopo aver stupito con Alt Und Neu, il quartetto tedesco fa uscire il secondo album, dimostrando di non essere una meteora, anzi, conferma l’ottimo gusto e l’abilità a combinare molti generi tra loro.

I componenti degli Schwefelgelb sono quattro: Sid, Eddy che sono il nucleo e Nyx e Hal, che fanno i ballerini e completano gli show live.

Sono una giovane band dai tratti electro, che spesso sconfina nel dark e in elementi new wave. Tale mescolanza di electro e nu wave è stata molto apprezzata, soprattutto in virtù della loro partecipazione al festival asiatico di musica elettronica tenutosi a Tokyo.

Tour che è poi proseguito nel vecchio continente raccogliendo consensi in molte nazioni come Inghilterra, Spagna, Italia ecc..

Il successo dunque è stato meritato, impreziosito da una maturazione artistica che trova conferme.

Infatti, se in Alt Und Neu le sonorità erano imperniate su trame dark, fisicità e sulla EBM dei belgi Front 242, in Das Ende Von Kreis è maggiore l’influsso electro e industrial della scena di Sheffield, patria di acciaierie e dell’Old Labour, e di band come Cabaret Voltaire, Throbbing Gristle e Human League, combinata con i toni grezzi della Neu Detusch Herz.

Eccoci ora a Das Ende Von Kreis, in inglese The End Of The Circle, che può essere interpretato come una metafora oltre che come titolo, in quanto chiudono un cerchio al cui interno convivono sensibilità vintage e visione moderna.

L’Intro con cui l’album si apre sembra un conto alla rovescia, dove una voce molto teutonica traghetta velocemente verso la prima traccia, retta da robuste linee di basso anni ’80, mentre i vocalizzi ricordano vagamente un certo signor Sven Vath in Electrica Salsa.

Probabilmente l’attitudine e l’estetica musicale degli Schwefelgelb parte da basi simili, affondando nel cuore della tradizione tedesca. La traccia successiva, Alle Sterne, inizia con un synth analogico che sembra una goccia di suono, in grado di frantumarsi e di ricomporsi al tempo stesso.

Seguita in rapida successione da Wie Jeden Tag, che appare subito un brano che annega in suoni ambient, accompagnati da un cantato malinconico.

La traccia 5, Zu Zweit, è molto più immediata come freschezza di suono, quasi si può definire retrò-electro, guarda al passato, ma con i piedi ben piantati nel presente.

Anche la seconda parte del disco è di ottima fattura, combina elementi diversi, rendendo fruibili per l’ascolto le tracce, che comunque restano discretamente adatte anche per la pista da ballo.

Oltretutto si può affermare che, nonostante la giovane età e essendo appena al traguardo del secondo album, spesso fondamentale in una carriera, fanno intravedere qualcosa che inizia ad essere la propria pennellata sonora.


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Damiano Colaci
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