Roberto Angelini: Phineas Gage

Cultura musicale e talento di Roberto Angelini in un solo Cd: Phineas Gage, connubio di stili, generi e idee strampalate che creano una favolosa "sinfonia"

Roberto Angelini

Phineas Gage

(Cd, Fiori Rari)

Canzone d’autore, blues, pop, musica acustica

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Roberto Angelini- Phineas GageRoberto Angelini si ripropone al grande pubblico con la sua nuova creazione: Phineas Gage. Il titolo è fondamentale per cogliere il messaggio che Roberto ci vuole comunicare.

Phineas Gage è il nome di un operaio statunitense che visse nel XIX° secolo. Durante i lavori ad una ferrovia una barra di ferro gli trapassò il cranio. Nonostante la gravità dell’incidente, l’uomo sopravvisse. Dopo pochi giorni però ci si accorse che la sua personalità aveva subito un’alterazione non trascurabile: diventò sincero e senza filtro, noncurante delle conseguenze del suo brusco comportamento.

L’album Phineas Gage è un album eclettico ricco di spunti interessanti, frutto anche della collaborazione di artisti del calibro di Gnu Quartet, Margherita Vicario, Awa Ly.

Primo brano strumentale dell’album, di cui riprende il titolo, Nella Testa di Phineas Gage può essere definito con una sola parola: sperimentazione. I suoni non sono disposti a caso, un’organizzazione ben precisa li caratterizza. È la cronaca del cambiamento di personalità di Phineas Gage. All’inizio si percepiscono sonorità metalliche che richiamano l’impatto dell’asta di metallo che gli forò il cranio. Il corpo metallico comincia a pulsare e così si comporta tutto ciò che lo circonda. È un mutamento in corso, una completa trasformazione. Melodie e stili del tutto opposti fanno a gara per emergere, quasi volessero esplodere e rivelarsi in modo schietto, duro, diretto. Nella testa dell’operaio statunitense si è attivata una vera e propria ricerca della verità che vuole uscire a tutti i costi.

Dopo il suono metallico e pulsante, ci scorre sulla pelle quello liquido e lunare di Cenere. Pezzo nostalgico e carico di malinconia, passa in rassegna relazioni sentimentali naufragate, concentrandosi sui “titoli di coda”. Parole che stentano quasi a pronunciarsi, espressione dell’intimità più profonda dell’artista, si legano perfettamente alle note musicali.

La stessa verve malinconica pervade Falafel, priva di testo cantato, la cui melodia è tessuta dagli accordi di una chitarra acustica che si intreccia con i boati elettrici e il battito incostante delle percussioni.

Musica “soffusa”, le corde di una chitarra appena sfiorata, le parole-sospiri dell’autore, la fusione della sua voce trasognante con quella appena percettibile di una corista: sto parlando di Roma Mia d’Estate, brano interessante e ben riuscito.

Gibilterra è la quinta traccia dell’album, interamente strumentale con brevi interventi da parte di una voce femminile sussurrata. Sembra un inno alla natura questo pezzo così strano ed alternativo di Roberto Angelini, è come se i suoni “strisciassero” lentamente e si infiltrassero senza avvisare nelle nostre orecchie. Assolutamente degno di attenzione!

L’influenza blues & jazz si fa sempre più evidente: Al mio risveglio, che, oltre a chitarra acustica e batteria, vede la collaborazione di archi, pianoforte e sassofono, e Come Sei, in cui l’assolo della chitarra elettrica svolge una funzione predominante.

Stupenda Black Eyed Dog! Ascoltandola ci si immerge in un mondo a sé stante, che richiama le praterie e i campi al chiaro di luna di un’Alabama anni 50. Le sonorità eteree richiamano molto quelle di Geoffrey Oryema. Decisamente un ottimo lavoro!

L’incantevole Vento e pioggia, strumentale, è un continuo crescere d’intensità. Le note scandite dalla chitarra pedal steel si fanno sempre più nitide e chiare, finché non intervengono archi e piano, rendendo la composizione un turbine di emozioni e sensazioni profonde.

L’ultima canzone dell’album è Blues Senza Mutande, profondamente blues. Non bastano la chitarra acustica e la voce profonda e calda di Roberto: il verso squillante dei grilli conferisce all’atmosfera creata ancora più credibilità. Ad accompagnare Angelini nel canto si aggiunge un coro maschile in stile Gospel. Interessante esperimento, ma, a mio parere, abbastanza forzato.

Per concludere, il mio commento non può che essere positivo. Ho apprezzato molto Phineas Gage e lo consiglio vivamente agli amanti della musica intesa come ricerca, sperimentazione e talento. Ne rimarrete sicuramente estasiati!

Sito ufficiale: http://www.myspace.com/robertoangelini

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Elisa Servidio
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