post-CSI: Breviario Partigiano

Cosa significa oggi "partigiano"? Con la benedizione di Giovanni Lindo Ferretti, tornano i post-CSI con Breviario Partigiano. Ferretti ne ha battezzato i reduci, Zamboni li ha riuniti. A vent'anni dal progetto Materiale Resistente, un nuovo cofanetto realizzato tramite crowdfunding

post-CSI

Breviario Partigiano

(Universal)

rock, canzone d’autore, indie

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post-csiVenti anni fa il comune di Correggio e quel collettivo che era all’epoca il Consorzio Produttori Indipendenti, misero in piedi un progetto multimediale per il cinquantenario della Liberazione.

Materiale Resistente, questo era il titolo, consisteva all’epoca di un libro, un film ed un disco che raccoglieva una serie di canti partigiani reinterpretati da varie band, accanto a brani autografi, ispirati al tema della Resistenza italiana. Üstmamò, Umberto Palazzo e Il Santo Niente, C.S.I., Yo Yo Mundi, Mau Mau, Modena City Ramblers, Marlene Kuntz, Skiantos, Africa Unite, solo per citarne alcuni, vi presero parte.

L’intento era quello di unire due generazioni (i “giovani” di allora ed i partigiani) talmente distanti che necessitavano di un’operazione opportunamente strutturata per poter innescare quel briciolo di osmosi che avrebbe preservato la memoria storica di una Italia ormai in declino.

Vent’anni dopo, oggi, i partigiani, i testimoni diretti di quegli avvenimenti, sono quasi tutti passati a miglior vita. Settant’anni, in una società che ha nell’immediatezza il fulcro del suo svolgere, sono un’era talmente lontana che la memoria e la consapevolezza di quanto accaduto, più che sbiadite, sono quasi completamente sfumate. In soli vent’anni la Resistenza ha cessato di essere un passaggio recente della storia del nostro paese per divenire, sotto la spinta accelerante della quotidianità, un argomento in fondo ai libri di storia che a scuola non si fa quasi mai in tempo ad affrontare.

Una tale distanza, una tale nebbia, non spaventa Massimo Zamboni che persevera nell’incedere verso ideali che per i più sono solo ricordi ingialliti. Con spirito rinnovato, Zamboni riprende in mano l’anima di quel progetto e lo rimescola dando vita a questo Breviario Partigiano. Anche stavolta un film, un libro ed un disco.

Il libro è il racconto di una storia familiare dello stesso Zamboni che, per l’occasione, raccoglie ciò che resta, a quindici anni dallo scioglimento, dei C.S.I. orfani di Ferretti, folgorato sulla via di Damasco ma che benedice e battezza personalmente l’ensemble con il moniker post-CSI. Lo stesso Zamboni, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli, Giorgio Canali e Angela Baraldi, firmano la colonna sonora del film diretto da Federico Spinetti.

Tre i brani inediti composti ad-hoc, che si mischiano a sei estratti dal tour di Ciò che non deve accadere accade che li ha visti ripercorrere la storia dei CSI. A gennaio di quest’anno è partita la campagna di crowdfunding su Musicraiser che a fine marzo ha raggiunto quota 431% di fondi raccolti rispetto a quanto richiesto per la realizzazione del cofanetto. Un successo. Il passo successivo sarà il concerto a Correggio il prossimo 25 aprile.

Sotto l’aspetto artistico la grana del progetto è notevole. Si sta pur sempre parlando di musicisti che hanno firmato e continuano a siglare la storia della musica indipendente italiana, qualunque cosa voglia dire oggi.

A livello culturale, invece, quanto riuscirà a distaccarsi, questo progetto, da un certo sentimento di amarcord, un pò fuori moda, nostalgico? Quanti sono i “giovani” di oggi, che hanno raccolto il testimone di genitori, fratelli, zii e nonni, disposti a prendere parte a quello stesso processo di osmosi? E’ forse a causa del tramandare, per forza di cose, in terza persona che la storia, le storie, dei partigiani e della Resistenza, della guerra civile italiana, sono diventate racconti che affondano nel tempo e non sono più testimonianze vive e reali. Eppure aiuterebbero a capire cosa spinge uomini e donne, in paesi poco distanti dal nostro, a prendersi carico di una responsabilità talmente antica da sembrare moderna: dare un futuro al proprio paese.

Il senso di solitudine che il nostro vivere digitale ci inocula vacillerà al ricordo della fratellanza, dei sentimenti di comunione e rivalsa a costo della vita che sembrano tanto lontani? Oggi che “la facoltà di non sentire” e “la possibilità di non guardare” sono la scelta più comoda per tutti, che cosa significa, ora, “partigiano”?

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Antonio Serra
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