Nada Surf: If I Had A Hi-Fi

Tornano i Nada Surf col loro indie rock melodico e lo fanno con If I Had A Hi-Fi: un pregevole album di cover interessanti e per nulla scontate

Nada Surf

If I Had A Hi-Fi

(Cd, Mardev)

indie rock

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recensione-nada-surf-if-i-had-a-hi-fiAttivi fin dai primi anni ’90 i Nada Surf sono una band di origine newyorchese che, a partire dal 1996 anno del loro primo album High/Low ad oggi, ha inciso 7 album di cui 5 di inediti, un live ed una raccolta.

In questo 2010 arriva la loro nuova creazione: If I Had A Hi-Fi un album di cover rivisitate nel loro indie rock americano per nulla scontato.

In questo nuovo album al quale hanno collaborato Martin Wenk dei Calexico, Phil Peterson dei Kay Kay and The Weathered Underground, Joe McGinty , già con i Psychedelic Furs e Ryan Adams e Holly Miranda, troviamo brani rivisitati in maniera melodica ma anche con metodo eclettico.

Si parte con Electrocution di Bill Fox, atmosfere alla Mamas & Papas e ritmo solare ed energico.

Seconda traccia è una stravolta Enjoy The Silence dei Depeche Mode, punta di diamante dell’intero album, a tratti quasi irriconoscibile.

Love Goes On dei The Go-Betweens arriva a ruota e sembra un piacevole mix fra wave e Belle And Sebastian.

Si passa poi al dream pop di Janine di Arthur Russell e le atmosfere si fanno più dimesse, così come in You Were So Warm di Dwight Twiley che aumenta di ritmo sul finire del brano e lascia spazio all’irresistibile Love And Hanger di Kate Bush.

La particolarità di questo album sta nel non aver scelto brani di grido, escluso Enjoy The Silence, così come conferma la successiva The Agony Of Laffitte dei texani Spoon.

Si avanza piacevolmente sorpresi nell’ascolto incontrando anche la piacevolissima Bye Bye Beaute della francese Coralie Clement.

Con Question dei Moody Blues si torna al sound energico, così come con il power pop da college di Bright Side dei The Soft Pack.

Chiudono l’album la cupa ma bellissima Evolution degli spagnoli Mecromina ed il gioioso pop sognante strumentale quale è I Remembered What I Was Going to Say dei The Silly Pillows.

Un album sicuramente non immediato questo di cover dei Nada Surf, che avrebbero potuto scegliere una strada più ruffiana e invece hanno privilegiato probabilmente il far trasparire l’esigenza di reinterpretare questi brani, molti dei quali quasi sconosciuti almeno qua in Italia.

Consigliato a tutti quelli che hanno voglia di ascoltarsi 40 minuti di poprock fortemente indie-oriented e a tutti gli amanti delle atmosfere armoniche che da sempre sono marchio di fabbrica dei Nada Surf.

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Fabio Busi
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