LaPara: recensione di Tutti gli animali del mondo

Tutti gli animali del mondo è un EP ricco di contrasti, che nei suoni e nei testi creano un mix intrigante e coinvolgente. Il sound dei LaPara è fresco e sfacciato.

LaPara

Tutti gli animali del mondo

lo-fi, pop

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LaPara_recensione_Tutti gli animali del mondoLaPara è un progetto lo-fi pop che prende forma nel 2018 dentro la stanza di Rebecca e che tre anni dopo è pronto a uscire da quelle quattro mura per farsi ascoltare (e apprezzare) da un pubblico più vasto. In realtà, la band bolognese abbandonerà solo fisicamente la casa, perché in Tutti gli animali del mondo, loro primo EP, questa rivestirà un ruolo essenziale, sia in senso concreto che astratto.

Tutti gli animali del mondo è composto da cinque tracce che vedono la luce durante il lockdown del 2020. Tracce che pur nascendo a distanza, fisicamente parlando, hanno in realtà l’obiettivo di unire. In questo senso in tutto il lavoro è centrale il tema della casa, intesa non solo come edificio, ma più come focolare. Un posto dove trovarsi e ritrovarsi, confrontarsi e discutere, proprio così come centrali sono le parole, il bisogno della leggerezza dell’essere bambini, di sfogarsi e di essere liberi.

I pezzi apparentemente scanzonati celano testi costellati di immagini mai banali, intriganti. Un dualismo che spiazza, perché ci presenta un prodotto che non ci aspettiamo, destinato a catturare con i suoi ritmi sghembi (ma ricercati) e a farci riflettere. Sulla nostra vulnerabilità (Plastica) in quanto esseri degradabili e sulla complessità dei rapporti (Alla menta).

L’EP di esordio di LaPara è fresco e sfacciato, ma al contempo elegante e orecchiabile, un mix di chitarre, beat e rumori di sottofondo che ci fanno scoprire un universo intimo e domestico in tutte le sue sfaccettature.

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Simona Fusetta
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