Il Teatro degli Orrori: Il Mondo Nuovo

Con il loro terzo lavoro Il Teatro degli Orrori si dedica al concept album. Tema: l'immigrazione. Svolgimento: non chiudete gli occhi di fronte a storie vere. Sedici storie da ascoltare e leggere con attenzione per conoscere meglio il mondo in cui viviamo

Il Teatro degli Orrori

Il Mondo Nuovo

(CD, La Tempesta Dischi)

rock

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Il Teatro degli Orrori- Il Mondo NuovoTerza prova del Teatro degli Orrori. È arrivata l’ora del concept. Il Mondo Nuovo è un disco imperniato su un’unica tematica, l’immigrazione. Sedici racconti, forse sedici brevi film con telecamera nascosta, che si infila nelle piaghe più scure del fenomeno migratorio globale. Non sbagliamoci, non sono storie di “vu’ cumprà”. Ribelli, militari americani, lavoratori macedoni, emigranti italiani. Sono storie di separazione dall’amore, dalla propria terra, dalla libertà, per scelta, per sbaglio, per obbligo. Spesso sono storie vere, o verosimili. Stati Uniti d’Africa è cronaca del mondo, potreste leggerla su Internazionale; Ion è cronaca, brutta cronaca italiana che Capovilla canta con timore; Cuore d’Oceano è storia, e la racconta Caparezza, uno dei tanti ospiti del Teatro. Quasi mai sono storie a lieto fine. Alcune lasciano una flebile speranza.

Dio trova molte volte spazio in queste storie. Non so se Pierpaolo Capovilla sia un uomo di fede. Non credo lo sia, ma per quello che posso percepire, c’è più Cristo nei suoi personaggi che in molti uomini di Chiesa che ho incontrato.

Egle Soccamal, Aucan, Andrea Appino, Davide Toffolo, Rodrigo d’Erasmo contribuiscono ad arricchire i suoni del disco, a modificarli secondo un progetto ed uno schema in mano al Teatro stesso ed in particolare a Giulio Favero, produttore artistico del progetto. Aiutano a renderli più universali, ad evolversi, mantenendo la coerenza della potenza e della forza, anche quando i suoni non superano la soglia di sopportabilità.

Il Mondo Nuovo non è un disco facile da ascoltare, ma è bello affaticarsi sui testi, provare a capirne il significato. Chi scrive canzoni, che si chiami Capovilla o Caparezza, non è interessato ad un pubblico che impara a pappagallo le canzoni. Forse sono più gratificati da chi non ha capito un cazzo del significato originale, ma provandoci ha trovato un suo proprio significato alle loro parole. Nel qual caso, be’, sarete più ricchi voi e la canzone stessa che avrà un nuovo valore, per voi e forse per altri. Buon ascolto.

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Antonio Viscido
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