I Fiori di Hiroshima
Horror Reality
(Phonarchia Dischi)
rock psichedelico
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Horror Reality è l’album d’esordio dei Fiori di Hiroshima.
Prodotto da Nicola Baronti per Phonarchia Dischi con distribuzione Audioglobe/The Orchard. Ed è uno di quegli EP che merita di essere ascoltato.
I Fiori di Hiroshima nascono a Pisa dall’idea di Elia Vitarelli e Jacopo Priami. Compongono e cantano testi in italiano, mescolando influenze rock, electro-acustiche e psichedelia in nove tracce attraverso le quali descrivono cosa è per loro l’orrore al giorno d’oggi.
Orrore creato dalla grande presenza consumistica e tecnologica che ci circonda e di cui non si riesce a fare a meno. Una cosa alla fine realmente visibile in ogni dove, basta guardarsi intorno per scorgere persone che fissano smartphone all’ultimo grido pur essendo tra la gente. A quanti di voi è capitato di andare in un pub e scorgere tavolate piene di persone intente a smanettare sul cellulare piuttosto che parlare con chi hanno di fianco o di fronte? Ecco dove i testi di Horror Reality vanno a parare. Un po’ come le storie horror che si raccontano ai bambini con l’unica differenza che, al posto di vampiri, lupi mannari e streghe, qui l’orrore arriva dalla realtà, una realtà scomodamente taciuta, abitudinaria e anche indifferente. Un orrore che può essere spezzato affrontando di volta in volta il mostro col quale dobbiamo combattere.
Un esempio è dato dalla traccia numero sette, Il Mare, dove in un mondo in fiamme l’unico rifugio è l’apnea, quel rinchiudersi in sé stessi per venir via da quel che ci assilla e perseguita.
La profondità dei testi vanno a sposarsi perfettamente al sound rock psichedelico che le accompagna, cosi come ogni traccia ha in sé un personaggio afflitto da un mostro.
I mostri li ritroviamo spesso nei testi, ma è anche abbastanza ovvio considerando il tema scelto e usato anche esplicitamente nel titolo dell’EP, l’orrore non è creato solo dal distacco della realtà tramite social network e simili, ma anche dall’indifferenza che si ha verso l’altro.
La traccia che delinea perfettamente questo orrore è La terra dei Mostri, dove una casa diviene prigione a causa di un uomo non definibile tale. Un’attenzione particolare sia a livello musicale che testuale l’ho donata a Horror Reality dove il sound è a dir poco splendido, con accordi di chitarra e batteria che all’unisono creano uno spazio perfettamente allucinante in cui le parole danzano e denunciano, per l’appunto l’orrore della realtà.
Molto english style è Bic Mac, il titolo della traccia è abbastanza chiaro. Trovo perfetto l’uso del coro di bambini per sottolineare come sin da piccoli tutto ci influenza a ingozzarci di nulla. Non vi spoilero oltre, dovete assolutamente ascoltarli, io dalla mia spero di vederli in live.
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