Hibou Moyen: Fin Dove Non Si Tocca

Una vena troppo acustica ed intimistica: con Fin dove non si tocca Hibou Moyen ha letteralmente toccato il fondo...

Hibou Moyen

Fin dove non si tocca

(Private stanze)

indie-folk

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Hibou Moyen- Fin Dove Non Si ToccaUna montagna capovolta: si presenta così Fin dove non si tocca di Hibou Mayen, con un’immagine rara, con un’antica diapositiva in bianco e nero su lastra di vetro dei primi del novecento, recuperata in uno scantinato. Se questa immagine però voleva evocare vertigini, in realtà le canzoni non rispecchiano ciò che la copertina ci vorrebbe far sperare ma tutt’altro, infondono una grande noia.

Già con la prima canzone, Il Naufragio del Nautilus, si percepisce quella che sarà la linea dell’intero album, ovvero una musica troppo piatta, un cantautorato che appare anacronistico rispetto ai tempi.

I testi sono un’esplorazione attraverso lo spettro dei sentimenti (ecco perché la diapositiva in copertina), ma come la musica stessa sono spenti e troppo intimi.

Fin dove non si tocca è il secondo album di Hibou Moyen al secolo Giacomo Radi ed esce a due anni di distanza dall’Lp Inverni e ad un anno dall’Ep Ancora Inverno. Il disco è stato prodotto dal cantautore Umberto Maria Giardini che insieme a Radi stesso, ne ha curato testi e musiche.

L’obiettivo era quello di creare un mix tra folk statunitense e cantautorato italiano, ma in realtà la vena troppo acustica ed intimistica ne hanno fatto un lavoro affievolito e fiacco.

 

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Laura Cirilli
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