Flogging Molly: Speed of Darkness

I Flogging Molly tornano con il quinto album in studio regalando con il quinto album in studio una nuova esperienza più rockeggiante ed eterogenea che mai

Flogging Molly

Speed of Darkness

(Cd, Borstal Beat Records)

celtic punk

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Flogging Molly- Speed of DarknessCon la nuova uscita Speed of Darkness i Flogging Molly sfatano le promesse della società americana del radioso futuro post-crisi, creando un vero e proprio concept sul quale il loro quinto album in studio sembra basare le sue fondamenta. L’oscurità della società capitalista americana emerge dalle parole di King in questo album registrato a Detroit (guarda caso fortemente colpita dalla stagione di crisi), come fonte di ispirazione per reinterpretare un tema caro al celtic punk delle origini, la working class.

I Flogging Molly nascono da Dave King, emigrante irlandese in California, che canta per trasmettere emozioni e trova in sei musicisti di Los Angeles i compagni ideali per fare del sano celtic punk alla maniera dei Pogues. Con Speed of Darkness il collettivo decide di riprendere sonorità ben collaudate (facilmente ravvisabili nella apertura della title track), richiami ad un rock mainstream in canzoni come Don’t Shut ‘Em Down e accenni folk in A Prayer for Me in Silence, con Bridget Regan alla voce.

Nonostante rimanga sempre nella base un puro del punk delle origini il suono cambia ed iFlogging Molly decidono di osare e giocare con il blues (Power Out ), la tradizione folk nella ballata di So Sail On e inThis Present State of Grace, un brano che punta molto sulle atmosfere tradizionali di Irlanda ed America, grazie anche al violino della Regan. Non possono mancare brani che richiamano al passato della band, come la critica all’atteggiamento guerrafondaio in Oliver Boy (All of Our Boys), pezzo dalle forti influenze punk che gioca molto su suoni ruvidi e veloci, che sono con le melodie tradizionali irlandesi uno dei punti di forza della band.

In Speed of Darkness si può percepire una maturità musicale raggiunta tramite la scelta di osare e lasciarsi influenzare da generi affini, con il rischio di creare qualche canzone facilmente dimenticabile (Rise Up, The Heart of the Sea). Nonostante questa scelta possa far storcere il naso allo zoccolo duro dei fan, è ancora possibile sentire riecheggiare nella loro musica la tradizione della musica delle origini; e quando parlo delle origini mi riferisco all’Irlanda.

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Fabiana Giovanetti
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