Emanuele Bavieri: Cantami o Musa

Opera prima decisamente fuori dagli schemi quella di Emanuele Bavieri, che ammicca al passato per dare spessore a questo fatuo nuovo millennio

Emanuele Bavieri

Cantami o Musa

(Cd, Videoradio)

canzone d’autore, prog

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Emanuele Bavieri- Cantami o MusaEmanuele Bavieri è un giovane lucchese dotato di talento e senza dubbio di grande coraggio. Quello che ti spinge, in quest’epoca frenetica dominata da suoni spesso convulsi, a tornare indietro a una primordiale forma musicale, scandita da latinismi e virtuosismi barocchi, essenzialmente incentrata sulle parole e sulle storie che esse vanno a formare. E a riversare tutto questo in un album fuori dalle logiche di mercato.

Aperto da Preludio – Leit motiv musaico (che con Epilogo – Variazione musaica rappresentano i due brani strumentali, semplici ma al contempo eleganti), Cantami o Musa è una sorta di concept album ammantato di solennità, in bilico tra il classicismo della musica da camera e ventate folk-prog. Onirico e bucolico nella forma e nella sostanza, ricorda quanto Branduardi ha scritto per il musical su San Francesco d’Assisi.

La melodia si fa mero strumento a servizio delle parole, il cui intento è quello di raccontare una storia, di trasmettere riflessioni profonde sull’amore, la bellezza, la vita, la religione. Il risultato sono canzoni importanti, di spessore, come Nuvole, che nell’arco di quattordici minuti vede il susseguirsi di stili e ritmi diversi, il passaggio dalla chitarra acustica a quella elettrica, il sorgere e il tramontare di archi e flauto traverso.

Una ventata di contemporaneità in questo classicismo imperante, sia a livello compositivo che delle tematiche trattate, è Supermercato, che si apre con i rumori di fondo di una qualunque strada cittadina. La quotidianità avvicina l’ascoltatore a questo pezzo, in cui la voce incerta di Emanuele racconta il microcosmo del negozio come metafora della vita.

Siamo sicuramente di fronte a un album di difficile fruizione, non adatto alla massa. Spesso la diversità può essere percepita come pretenziosità o perfino snobismo. Ma questo non deve fermare il bisogno di dare voce (e di farlo a proprio modo) alle profondità di un artista.


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Simona Fusetta
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