Down Below: Zur Sonne-Zur Freiheit

Le montagne inaccessibili rappresentano ancora una forte sfida per l’uomo, che può fare conto solo sulle proprie forze per riuscire e muoversi verso il sole e la libertà. Zur Sonne- Zur Freiheit appunto, con cui i Down Below cercano di scalare le cime virtuali del music biz

Down Below

Zur Sonne-Zur Freiheit

(CD, Oblivion/SPV records)

pop, rock

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Eccomi oggi a parlare di un gruppo tedesco, i Down Below, che con l’album Zur Sonne-Zur Freiheit arrivano a festeggiare i dieci anni della loro carriera.

Se per alcuni look sfoggiati e certe sonorità possano ricordare gli HIM, i ragazzi hanno dimostrato di avere una visione personale, che in questo album ben si definisce. Sottolineando una forte relazione con le loro origini, i Down Below fanno ruotare i temi delle canzoni intorno alle Alpi e le sfide che l’uomo affronta in ambienti naturali così estremi.

Non a caso Bruder parla della storia di Reinhold Messner e di suo fratello Gunther, quest’ultimo morto nel 1970 durante la scalata al monte Nanga Parbat.

Il disco si apre con Ketu, una traccia più heavy rispetto ad altre che troveremo più avanti. Breve ma ben bilanciata, c’introduce al singolo Zur Sonne- Zur Freiheit (il sole, la libertà), pezzo davvero orecchiabile e allo stesso tempo pesante, dove orchestrazioni pulite e minimali si sposano perfettamente con la performance dei quattro sassoni.

All’interno dell’album troviamo anche canzoni molto intime e più propriamente pop, come il duetto che il cantante Neo fa con l’attrice di origini polacche Natalie Avelon nell’eterea Unvergessene Zeit – guarda caso la stessa Natalie aveva duettato con Ville Valo degli HIM.

Per chi non li conoscesse questo gruppo rappresenterà una sorpresa positiva, e vi chiederete come mai non  abbiano avuto un maggiore impatto a livello europeo, visto l’appeal e la qualità del loro prodotto.

La voce è pop nel senso più positivo, cioè piacevole per un largo pubblico ed espressiva quanto basta. Le orchestrazioni, come già accennato, sono messe nei punti giusti senza strafare. E l’anima rock di certo non manca a questi quattro ragazzi, che ogni tanto pigiano più forte facendoci intravedere le loro influenze più propriamente heavy o industrial.

Ma i Down Below hanno trovato il loro equilibrio e non credo abbiamo bisogno di spostarsi dal segno che hanno tracciato per avere successo.

 

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Dafne Perticarini
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