Delay Lama: Hablacablah

Se siete degli amanti della musica elettronica, frenetica e rumorosa in cui i synt hanno il ruolo da protagonista allora i Delay Lama fanno al caso vostro. La band toscana, dopo alcuni EP, esordisce con un album ‘lungo’ dal titolo Hablacablah

Delay Lama

Hablacablah

(CD, Technicolor dischi)

electro-rock

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Se siete degli amanti della musica elettronica, frenetica e rumorosa in cui i synt hanno il ruolo da protagonista allora i Delay Lama fanno al caso vostro. La band toscana, dopo alcuni EP, esordisce con un album ‘lungo’ dal titolo Hablacablah. Il titolo può dare anche il senso del disco. Un disco in cui non bisogna mai dare nulla per scontato, in cui momenti rock si alternano a suonate pieni di rumori e frastuoni, synth che diventano assoluti protagonisti ed entrate in scena di archi o organi.

Per cui durante l’ascolto dell’album vi potrete imbattere in tracce come Frankenstein, Il mostro dall’Ala Trina e Muore la moglie e lui per il dolore la segue dopo poche ore in cui rock e musica elettronica coesistono insieme, ma l’elettronica repentinamente prende il sopravvento e lascia quasi spaesato l’ascoltatore. Stesso discorso in Anyone Can Dance, con un coretto indovinato, mentre in Andropausa  e Tortocollo e Japanther entrano in scena rispettivamente anche l’organo e gli archi. Discorso diverso per Electrick Monk che è un pezzo molto pink floydiano quasi psichedelico e per E ora qualcosa di leggermente diverso pezzo elettro-rock molto anni ‘80. Post Industrial Age si caratterizza per un insieme di suoni e rumori quasi inquietanti.

I Delay Lama propongono un album in cui l’elettronica è assoluta protagonista, sperimentando diverse forme di suoni anche interessanti. Un lavoro godibile per una band che potrebbe dare molto in futuro.

 

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Matteo Valeri
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