Cumino
Pockets
(Autoproduzione)
post-rock, ambient, electronic
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È dalle menti di due musicisti che vengono fuori i nove brani di Pocket, album che rappresenta la seconda prova per il progetto musicale Cumino, nato grazie a Luca Vicenzi (chitarre, effetti) e Davide Cappelletti in arte Hellzapop (programmazione e synth).
Pocket è la continuazione di un percorso iniziato nel 2010, e che ha portato alla realizzazione prima dell’album di esordio Tomorrow In The Battle Think Of Me (2012), e successivamente all’uscita di due EP (The Voice Due To You e Just Melt).
Atmosfere dilatate e derive ambientali sono le parole d’ordine del disco, che tramite melodie sognanti di chitarra e sfondi ambient sporcati dall’elettronica si rifà alla musica di Jon Hopkins e Ulrich Schnauss: il problema è che non presentano mai uno scatto emotivo, fermandosi comodamente in superficie senza arrivare al dunque.
Sono tracce mediocri l’alienante Veins, l’eterea Fixing Fragments e l’impalpabile Paseo. Neanche i placidi intrecci chitarristici di Her o la melodia intorpidita di Atlas (con pulsazioni elettroniche ovattate e glitch) alzano il livello generale. I brani che dicono davvero qualcosa sono soltanto la profonda Two Spheres (grazie all’aiuto del piano) e le scie misteriose di Tangier.
Il difetto del post-rock ambientale e sognante dei Cumino è proprio quello di non arrivare in profondità e di non creare dei picchi emotivi che potevano rendere davvero interessante questo Pocket.
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