Cody Chesnutt: Landing On A Hundred

Il musicista americano Cody Chesnutt con Landing On A Hundred riporta il soul degli anni '70 nel 2012: missione riuscita?

Cody Chesnutt

Landing On A Hundred

(Cd, Vibration Vineyard/One Little Indian Record)

soul, funk


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Cody Chesnutt- Landing On A HundredAlcuni se lo ricorderanno per la partecipazione nel singolone The Seeds (2.0) del gruppo hip-hop The Roots: era il 2003, ma in pochissimi sanno che quella canzone in realtà è una reinterpretazione del brano inciso un anno prima proprio dall’artista del quale stiamo parlando, ovvero il soul-man Cody Chesnutt.

La canzone in questione era inclusa nel suo primo album The Headphone Masterpiece. A distanza di dodici lunghi anni Cody si riaffaccia sul mercato discografico con la sua seconda fatica intitolata Landing On A Hundred. Dodici anni non di assoluto silenzio però: infatti tra i due dischi abbiamo un album del 2007 ancora non pubblicato ma che è stato suonato in tour, e un Ep nel 2010.

Questo nuovo lavoro è meno stravagante e variegato del primo, infatti il soldato Cody conserva lo stile retrò del soul e funk di inizi anni ’70, con richiami inevitabili al soul orchestrale di Barry White (in That’s Still Mama), alle ballate melliflue di Marvin Gaye (in Love Is More Than A Wedding Day, che inizia peraltro con un piano honky-tonk), al funk-soul-psichedelico di Sly & The Family Stone (I’ve Been Life). In mezzo trovano spazio lo ska sommesso di Where Is All The Money Going, la psichedelia tribale di Don’t Wanna Go The Other Way, e il fumoso R‘n’B-noir di Everybody’s Brother.

Landing On A Hundred è un buon disco che accontenterà gli appassionati del soul e del funk dei primi anni ’70: si tratta di un album suonato più con l’anima che con la testa.

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Alessio Morrone
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