Boris & Ian Astbury: BXI

Da una parte i Boris, dall’altra Ian Astbury. Il risultato? Cavalcate rock che sfociano nello stoner o nei feedback più rumorosi. Ma...

Boris & Ian Astbury

BXI

(Cd, Southern Lord)

rock

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boris-and-ian-astbury-bxiCuriosa accoppiata per la Southern Lord, quasi esotica. Da una parte i Boris, anatema assoluto, nuova faccia hard rock oscura e magnetica, dall’altra parte quel Ian Astbury, omino che si barcamena tra cose superflue ma gradevoli – vedi The Cult – e altre da crocefissione, vedi collaborazioni con quel zozzone di Slash e altre amenità, vedi bambolino al posto di Morrison nei Doors.

Dunque da questo BXI ci si aspettava grandi cose, se non altro per i Boris. La partenza è di quelle che ti tagliano, Teeth and Claws con quell’inizio alla My Bloody Valentine, per poi diluirsi in una cavalcata hard rock che sfocia in riverberi stoner che impreziosiscono addirittura la voce del Nostro Ian.

L’Ep prosegue con una cover degli Iron Maiden non dichiarata (grazie a Dio), quella We are Witches, che produce noia e dissolvenza in chi ascolta, poveretto.

Rain, cover dei The Cult, si salva ma si comincia a perdere la pazienza. La conclusiva Magickal Child è lisergica e dirompente quanto basta per convertirci a qualcosa di sensato, ma la voce dell’ex Nostro, rovina un po’ tutto e nasconde il genio che si annida nei Boris.

Peccato. Pensateci due volte la prossima volta.

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Federico Pevere
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