Back One Out: It Could Be Worth It

Back one out: i Lagwagon del livornese approdano con il loro It Could Be Worth It e una nuova line up...riusciranno a superare i loro miti??!

Back One Out

It Could Be Worth It

(DigitalDownload, Autoproduzione)

punk, hardcore melodico

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Per molti “back one out” è solo il titolo di una canzone dei carissimi Lagwagon; alcuni non sanno che Back One Out è anche il nome di una band livornese carica di aggressività e buone intenzioni che ha partorito il primo ep Helpless nel 2007, il secondo Swallowed By Future nel 2011 per poi approdare all’acclamato It Could Be Worth It. Sono molto esplici i miti da cui questi 4 ragazzi, Thomas Cateni (voce, chitarra) Andrea Velgi (chitarra, controvoce), Alberto Velgi (batteria) e Luca Desideri (basso), prendono ispirazione: per la maggiore Strung Out e i già citati Lagwagon.

La rompighiaggio Fall And Rise svolge bene il suo compito aprendo l’album con un riff di chitarra e un ritornello che non devono fare a botte per entrarti in testa, seppur i suoni siano un po’ vuoti e senza una forma precisa che li caratterizzi. I brani proseguono rapidi, scorrevoli… batteria veloce, chitarre melodiose che alla fine è sempre un buon connubio.  No Romance spezza la quotidianità con cambi di ritmo e la sua atmosfera romantica, quasi straziante; atmosfera di fatto ripresa nell’ultimo minuto di Rider For A Bloody Night… violini, petali neri e rose sfiorite, una gentil donzella vestita con un decadente abito da sposa, il tutto in bianco e nero (idee per un ipotetico video) e in lontananza gli Avenged Sevenfold con un po’ meno trigger. It Could Be Worth It si conclude con un brano omonimo che protrae il tema dei violini e chiude quest’album dei livornesi con un fare un po’ incerto… forse per rilassare gli animi dopo 10 brani combattenti… o forse per dare il significato di uno speranzoso “to be continued…”

In conclusione spero di vedere in futuro una crescita per questi ragazzi che negli anni hanno affrontato anche un decisivo cambio di line up; auguro un cambiamento soprattutto perchè i Back One Out sono la dimostrazione che 2 chitarre non risolvono per niente il problema della mancanza di corposità e forma nei loro suoni. Consiglio nel frattempo anche qualche lezioncina per migliorare la pronuncia inglese un po’ grezza e les jeux sont fait: pronti e maturi per il prossimo (più fortunato) album!

 

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Enrica Menta
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