Audiogold: Embers & Theories

Disco d'esordio per un ottimo quartetto londinese che rivela un'anima indie impreziosita da influssi hard rock e sonorità folk. Se le chitarre prendono il sopravvento sulla batteria...

Audiogold

Embers & Theories

(CD, Chin Chin)

pop-rock

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Aeroplanini di carta colorati che volano nel cielo di Londra: questo il tema presente sulla copertina di Embers & Theories e nel primo video estratto dal disco, You and I; questo lo spirito degli Audiogold, un quartetto londinese che con semplicità e disinvoltura riesce a padroneggiare una commistione di generi come l’indie, l’hard rock e il folk, guidato dal suono di chitarre mai banali e talvolta sorprendenti.

A partire dalla prima traccia, T-Lights, gli Audiogold mettono in mostra tutte le loro migliori qualità, ricorrendo anche all’interessante uso di archi come accompagnamento. In Cymbalism troviamo energici riff in un ritmo rabbioso e carico di adrenalina. La terza traccia, You And I, è anche il primo singolo estratto: la band si diletta in un pop dallo stile retrò, fuori dal tempo, senza perdere, però, le buone linee di chitarra mostrate finora; lontana dallo stile complessivo di questo lavoro, è la migliore dimostrazione di versatilità che questi ragazzi potessero offrirci. Eccellente il bridge di Burn Sunlight, quarto pezzo del disco dal ritmo assolutamente avvolgente. La notevole potenza di un brano come Traps ci catapulta in una corsa senza meta, cercando invano un riparo dalle nostre paure. Eccoci arrivati a Hymn-171, vero e proprio capolavoro di Embers & Theories, composizione di superba leggerezza e profondo coinvolgimento, da ascoltare ad occhi chiusi. Non riapriteli, teneteli ancora ben chiusi per Analogue, un pezzo che arriva davvero al cuore. Classico, ma dalla notevole verve e grinta, Southbank evidenzia ancora una volta come gli Audiogold possano dare sfumature originali anche a ritmi tradizionalmente noti. Le ultime due canzoni seguono il fil rouge di un amore finito: l’acustica Get Along Without You accoglie chitarre elettriche senza perdere l’atmosfera di una love ballad; lo struggente addio di So Long To You è impreziosito da un ottimo pianoforte e ancora da archi (come già in T-Lights), quasi ad aprire e chiudere il disco.

Con grande abilità, la voce di Raphael Hurwitz si adatta come un camaleonte al verbo delle chitarre, piena di sentimento, aggressiva, triste e sincera. Gli Audiogold sanno svariare da emozionanti ballate acustiche a esplosivi riff rock, ma sicuramente non perdono l’originalità del loro approccio, mantenendo con personalità il loro sound.


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Marco Buccino
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