Overa
Divergenze Condivise
(VREC)
rock
In questo 2025 ricco di uscite di ogni tipo, non si può non segnalare con il circoletto rosso, così come avrebbe detto il grande Rino Tommasi, questo album degli Overa, Divergenze Condivise, un concentrato purissimo di musica cantautorale (e non solo) di assoluta qualità.
I toscani, che hanno dedicato questa fatica al compianto Paolo Benvegnù, tra l’altro presente con la sua voce, nei remix di Polvere e Se Fosse Noi, mettono sul piatto una serie di canzoni variopinte che spaziano da un genere ad un altro e che hanno un senso della melodia non indifferente.
L’accoppiata iniziale formata da Ad Un Passo Da Te e Metaverso è emblematica in tal senso. Ci si muove su coordinate rockeggianti il giusto e che hanno al loro interno dei ritornelli paurosi, di quelli che difficilmente dimentichi e che ti trovi a canticchiare in ogni momento della giornata.
È questo il principale pregio delle grandi canzoni che si ricorderanno anche a distanza di venti anni. Poi i pistoiesi, tutti musicisti esperti, sanno muoversi su più fronti ed allora si divertono a giocare con l’elettronica in puro stile Bluvertigo. Ed allora ecco che viene servita su un piatto d’argento una gemma dura e pura come La Luna Sopra Me che rappresenta un ottimo diversivo rispetto al menù che l’album ci offre.
Ci sono, poi, momenti più riflessivi, rappresentati da Contare Sulla Distanza, che si fonda su atmosfere elettroniche soffuse e momenti minimalisti, Erbe Selvatiche, puro cantautorato in cui è presente l’ex Mariposa Alessandro Fiori, e Cerco Lacrime che ricorda i Subsonica dei primi anni del 2000.
La fluidità con cui le note scorrono via fa capire che gli Overa non hanno sbagliato nulla in questo platter nel quale ogni mossa si rivela vincente. Le influenze dark/new wave di Tutto Cade rappresentano un altro momento aulico di questo lavoro e che fanno da prologo agli interventi vocali di Paolo Benvegnù nelle succitate Polvere e Se Fosse Noi.
Riascoltare l’ex Scisma si rivela un vero e proprio colpo al cuore, perché ancora oggi ci si chiede e ci si interroga del perché se ne sia andato troppo presto, visto che aveva ancora tanto da raccontare. Ci rimangono, fortunatamente, le opere e la musica scritta nel corso di tutti questi anni come testimonianza immortale della sua inarrivabile grandezza artistica.
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