Nails & Castles: recensione disco omonimo

Il duo milanese Nails & Castles centra il bersaglio con l’omonimo EP di esordio, caratterizzato da un pop ricco di contaminazioni e totalmente privo di chitarre
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Nails & Castles

s/t

(CAutoproduzione)

indie pop, electro-pop

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Nails & CastlesNails & Castles è il primo EP omonimo di questo duo milanese composto da Mark Nails (musica) e Steven Castles (voce), sette tracce nelle quali si mischiano strumenti analoghi e apparentemente contrastanti: salta subito all’orecchio la totale assenza di chitarre, sostituite egregiamente da basso, contrabbasso e ukulele.

Questa particolare scelta musicale si sposa alla perfezione con la batteria (più programmata che suonata) e la voce, influenzata dalla new wave e tendenzialmente abbastanza composta, al servizio di un suono vario ma omogeneo.

Questo EP dei Nails & Castles non sembra neanche una produzione di casa nostra; è un prodotto di respiro più ampio, anzi, di sicuro più adatto all’esportazione che non al nostro mercato, che risente di influenze varie ed eventuali che vanno dal pop allo shoegaze, con un pizzico di funky e punk blues.

È articolato, interessante nella scelta della strumentazione e semplice nella fruizione dei testi.

È un disco che ti cattura subito, ma che nonostante l’apparente immediatezza necessita di un paio di ascolti per essere metabolizzato.

Un ottimo punto di partenza che speriamo venga articolato presto in un vero e proprio album.

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Simona Fusetta
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