Mouth Ulcers
Silent Pictures
LAB Records
post-punk, goth rock, darkwave
I Mouth Ulcers arrivano dalla Gran Bretagna, epicentro della rivoluzione punk e della successiva evoluzione post-punk/dark gothic, tra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘80 da Londra a Manchester è tutto un fiorire di suoni crudi, scarni, nichilisti e perdutamente oscuri destinati a cambiare per sempre la storia del rock internazionale.
Esaurito il furore del punk, movimento nato come reazione rabbiosa e anti-establishment alla crisi economica e al rock pomposo di quel periodo, tradotto con una tecnica essenziale su testi politicizzati, i musicisti britannici rendono il suono più atmosferico, cupo e cerebrale dando vita alle nuove correnti post-punk/goth rock ed è in questo contesto che prolificano band seminali come Joy Division, The Cure, Siouxsie and The Banshees, The Sound e Wire, divenute punto di riferimento per le generazioni a venire.
Certo, la storia è importante e per questo non va mai dimenticata ma sarebbe un errore folle e fatale fermarsi a quel preciso momento storico non seguendo da vicino la nuova scena oscura che spesso non sorprende ma in altre occasioni ci ricorda che il futuro puo’ sempre riservare sorprese incredibilmente piacevoli se non addirittura eclatanti.
La seconda opzione riguarda proprio i Mouth Ulcers, virtuoso quartetto londinese (a cui vanno aggiunti lo stile e l’allure che non guastano mai) e il loro EP di debutto, Silent Pictures, appena uscito per LAB Records.
Quando a febbraio mi sono imbattuta nel primo brano disponibile sulle piattaforme, A Perfect End, ho avuto un sussulto, incredibile ma vero ho percepito la netta sensazione di essere al cospetto di qualcosa di diverso dal solito, un suono innovativo, affascinante e peculiare, partorito da una formazione che, pur rimanendo ancorata agli stilemi classici del genere, cercava palesemente di ridefinire i contorni del goth moderno.
Proveniente dalla scena underground londinese, la band si forma nel 2025 con una line-up incredibilmente compatta e coesa all’interno della quale militano Zak Watson (voce/chitarra), Josephine Rose (chitarra/voce), Jamie-Lee Culver (basso) e David Zbirka (batteria), quattro musicisti giovani e di grande talento che in pochi mesi hanno catturato l’attenzione di pubblico e critica fornendo già ottime prestazioni live tanto da registrare il tutto esaurito nel Regno Unito e nei Paesi Bassi.
Unendo il minimalismo emotivo e crudo dei Joy Division con la malinconia romantica dei Cure e l’intensità spigolosa dei Bauhaus, i Mouth Ulcers plasmano il loro suono su linee di basso melodiche, chitarre taglienti e una voce sì baritonale ma del tutto anticonvenzionale, un misto di sussurri inquieti e bel canto che a tratti appare lontana, distante, quasi venisse dall’oltretomba, il risultato è appunto una sorta di rifondazione del goth moderno attraverso una visione illuminata di revival post-punk con atmosfere cinematografiche che amplificano di molto il concetto base, parliamo di musica immediata e vibrante in perfetto equilibrio tra impeto e provocazione, potenza feroce e suggestioni eteree, musica per vampiri sulla quale ballare (come loro stessi la definiscono), toccante, fisica e irresistibilmente cool.
Le sette tracce incluse si susseguono senza soluzione di continuità, sette potenziali hit single (nessuna esclusa) incatenate le une alle altre in maniera esemplare tanto da rendere l’ascolto fluido e intrigante.
Tra dilatazione armoniche e ritmi martellanti Prevail apre le danze con le sue ipnotiche trame di basso e un letale ritornello killer, Western Horror Story viaggia spedita tra ritmi tribali e rimandi western rock accompagnati da un incastro superlativo di voci, quelle di Zak e Josephine che ritroviamo unite a doppio filo anche nella più onirica, quasi in odore shoegaze, Space.
Closer To You, à la Twin Tribes, parla dell’irresistibile attrazione verso qualcuno ma anche della ricerca di mantenere il controllo di sé tenendo a freno quella devozione quasi ossessiva, musicalmente appare come la prosecuzione naturale della splendida title track, tonda, ruvida, corposa, massiccia, la chitarra traccia i contorni di un racconto sonoro che stupisce ad ogni nota, ad ogni contrasto, ad ogni stop and go, ad ogni prodigiosa ripartenza, poi il primo momento di quiete, Satisfy, pseudo ballad intrisa di malinconia e pennellata di infinita dolcezza, soffice come una rassicurante ninnananna nelle battute iniziali esplosiva nel finale pirotecnico.
A chiudere il sipario, A Perfect End, capace di farmi innamorare al primo ascolto, il brano perfetto, tumultuoso, cupo, magnetico, torbido, storto e malato, una straordinaria cavalcata sul pentagramma che trasuda passione, ardore, tormento ed estasi.
Silent Pictures è un debutto clamoroso, i Mouth Ulcers hanno tutte le carte in regola per diventare in breve tempo una vera e propria cult band della nuova scena oscura.
E Londra è tornata a ruggire, non ve ne siete ancora accorti?
https://www.instagram.com/mouth.ulcers/
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