Max Forleo: recensione di Dreams & Decadence

9 brani di cantautorato folk rock amaro e profondo per il milanese Max Forleo.

Max Forleo

Dreams & Decadence

(M2F SRL)

folk-rock

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Max Forleo ha pubblicato il suo full-length Dreams & Decadence, un album di nove tracce in lingua inglese che trae una sua sintesi personale del moderno cantautorato irlandese e americano. I brani cantati e suonati dallo stesso Max sono intensi e intimi, realizzando un disco dai suoni lievi zeppi di sentimenti e riflessioni sui tempi che sta vivendo.

Impacchettandolo con il mastering di Giovanni Versari (Muse, Vinicio Capossela), il cantautore milanese raccoglie nel suo disco quanto amato dalle sue radici musicali folk e rock, dove U2, Damien Rice, Bon Jovi e Jeff Buckley sono da sempre i suoi idoli, attigendo nel loro spirito artistico ispirazione nelle sue composizioni. Lo fa con una serie di brani coerenti alla morbidezza delle melodie della sua chitarra, offrendo sfumature di pattern e ritmiche lente e calde.

Le canzoni impiegano quei classici strumenti sufficienti ad accompagnare i versi con atmosfere armoniche e delicati riff. In Promise e Antarktica (che parla del cambiamento climatico) è il pianoforte a farla da padrone, qualche brano come Hollow Year e Yes Man suona prevalentemente acustico, ed è un disco che non è affatto urlato nè scosso da un’elettricità sovrastante.

Una passione per la musica iniziata da bambino, che ha invogliato Max ad imparare a suonare chitarra classica, pianoforte, batteria, basso, studiando anche tecniche di canto. Agli inizi del 2000 Forleo ha intrapreso l’attività di musicista con una sua band, i The Lorean, pubblicando tre dischi, lavorando un decennio dopo come solista con lo pseudonimo di The Traveler, collaborando anche con artisti del calibro di Richie Kotzen e Kee Marcello.

Dream & Decadence, il primo album con il suo nome scritto sulla copertina, è un disco non solare ma nemmeno sommesso e remissivo anzi, piacevole da ascoltare quando vuoi staccare da tutto e concederti una passeggiata riflessiva, o goderti un dopocena in poltrona mentre sfogli un social.

 

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Luca Paisiello
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