Manica’s
Arcadia
(Wires Records)
indie
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La proposta indie dei Manica’s si rivela molto e Arcadia, titolo della loro nuova fatica, ce lo fa capire molto bene. La band emiliana si muove su tanti fronti, visto che all’interno di questo disco si trovano riferimenti anche a generi diversi.
Abbiamo spruzzate di post punk con riferimenti ai CCCP nella ritmata Nel Freddo ed esempi di indie purissimo nell’iniziale Bl4ck M4rk3t che spazza via in un solo colpo i tanti artisti più famosi di loro che, davvero, non sanno dove sta di casa questo genere.
L’elettronica è una componente molto rilevante, ma mai invasiva nelle loro canzoni. Con Alice si viaggia sui ritmi tipici dei Subsonica o, forse, sarebbe meglio dire dei Motel Connection, grazie a degli arrangiamenti che inseriscono , addirittura, su un tappeto elettronico, in maniera sorprendente, i violini, mentre in Stupefacente ci troviamo dinnanzi ad un rock di chiaro stampo futurista che si lascia ascoltare in maniera molto piacevole.
La voglia di esplorare, andando anche a toccare la drum’n’bass, come se si ritornasse a fine anni novanta (la titletrack è un esempio eloquente), dimostra il grande eclettismo della formazione italiana che ha un’attitudine decisamente europea per quanto riguarda ampiezza di vedute e voglia di non sostare nel proprio orticello.
Nel finale di Arcadia il livello qualitativo non ha dei momenti di calo. Anzi, probabilmente le migliori cose vengono fuori sul tramonto di questo disco. La cupezza arpeggiata di Almuqawama, i ritmi viaggianti molto anni ottanta di Annaliese Michel, il lento incedere di Giuliae Valle e la dimensione cantautorale di Equilibrista sono le altre sfaccettature di artisti eclettici che meriterebbero una chance da parte di chi non vuole ascoltare sempre le solite cose.
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