Jónsi & Alex: Riceboy Sleeps

Fragile ed estatico: sono i due migliori aggettivi che abbiamo trovato per descrivere Riceboy Sleeps, l'esordio di Jónsi & Alex, ovvero il cantate dei Sigur Ros e il suo compagno. Recensione, videoclip e backstage

Jónsi & Alex

Riceboy Sleeps

(Cd, Parlophone)

ambient, experimental


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riceboyJón Þór Birgisson è il cantante dei Sigur Rós ed è comunemente conosciuto come Jónsi. Alex Somers è il suo compagno e la collaborazione artistica tra i due era in aria già da un po’ e arriva quando i Sigur Rós si stanno rimettendo in studio per preparare un nuovo, attesissimo, disco.

Registrato in Islanda perlopiù con strumenti acustici con le fide Amiina, pesantemente manipolato via software con laptop alimentati ad energia solare durante il soggiorno dei due in una specie di comune di vegetariani vegan alle Hawaii, Riceboy Sleeps lascia a bocca aperta.

Non c’è la voce angelica e celestiale di Jónsi: l’album è quasi tutto strumentale e le voci presenti sono quelle di un coro. Le Amiina la fanno spesso da padrone reggendo con i loro archi la struttura di parecchi pezzi dell’album. E il tutto è … fragilissimo ed estatico.

Riceboy Sleeps è fatto da brani incuranti dello scorrere del tempo: per Jónsi & Alex nove minuti sono come i classici 180 secondi di una canzone pop e ad ogni modo i “nostri” si prendono tutto il tempo di cui hanno bisogno per sviluppare la loro idea di musica “ambient” tutta volta a un profondo senso di comunione tra spirito e natura, ma non scevra da piccole ma significative intromissioni, che portano istanti di distorsioni e di rumori digitali volti ad interrompere questa colonna sonora adatta a qualsiasi attività contemplativa.

Fragile come il contenitore di cartone in cui questo tesoro è racchiuso, solido come solo le musiche destinate a durare nel tempo possono essere, Riceboys Sleeps rimanda per alcuni aspetti alle rilassatezze dei primissimi Sigur Rós (quelli più elettronici), spostandone in avanti la ricerca compositiva ed evitando di rifarvisi esplicitamente, semmai – invece – qui i punti di riferimento vanno cercati tra Brian Eno e Harold Budd.

E’ un disco che si potrebbe liquidre in quattro parole, ma che invece rivela piccole sorprese ad ogni ascolto, se si avrà la concentrazione e la voglia di scoprire la forza di una raccolta di composizioni volutamente “disturbate” in fase di postproduzione.

http://jonsiandalex.com/

Riceboy Sleeps – About the Album (full version) from Jónsi & Alex on Vimeo.

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Massimo Garofalo
Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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