Intervista agli Engineers

Scambiamo due chiacchiere con Mark Peters degli Engineers, appena usciti col nuovo album In Praise Of More

intervista-engineersDopo l’uscita del nuovo album In Praise Of More facciamo due chiacchiere con Mark Peters degli Engineers che ci parla del loro ultimo lavoro e di come sta cambiando il loro sound nel corso degli anni.

ROCKSHOCK: Ciao Mark come va? Il vostro primo Ep Folly è stato registrato nel 2004, successivamente sono seguiti l’album omonimo del 2005 e Three Act Fader nel 2009. Quali differenze troviamo nel vostro sound, soprattutto dopo che Dan e Andrews, membri fondatori degli Engineers, hanno lasciato la band nei primi mesi del 2010?

MARK PETERS: Ciao, va tutto bene grazie. C’è stata una decisione consapevole di cambiare il sound della band. Io penso che questo cd sia grande e mi sono divertito un sacco facendolo. Vedo quest’album  come una ricerca di un altro aspetto del nostro sound nelle tracce che ho scritto da solo. Nelle tracce che vedono la collaborazione dei nuovi membri c’è un ulteriore suono diverso che pone le basi per il prossimo album, che sarà quello che darà inizio alla vera nuova fase della band.

RS: La vostra musica è spesso paragonata a quella degli Animal Collective e degli Spiritualized. Pensi sia corretto?

MP: Alcuni aspetti di questi gruppi sono simili a noi ma penso che sia a causa del fatto che entrambe queste bands sono influenzate dai Beach Boys come noi. Prima che gli Animal Collective facessero il loro ultimo album non ho sentito nessuno paragonarci a loro e non credo ci sia molto negli ultimi due album degli Spiritualized che sia simile a quello che facciamo, ma sono un grande fan dei loro primi lavori  quindi probabilmente questo è ciò che traspare dalla nostra musica.

RS: Cosa differenzia la vostra musica da quello di altri gruppi?

MP: Attualmente è piuttosto difficile individuare qualche aspetto particolare della musica che non sia già stato proposto da altre persone, quindi tutto ciò che posso dire è che tutto quello che abbiamo fatto è diverso da quello fatto da altri proprio perchè fatto da persone diverse.

RS: Nel corso della produzione di questo album cosa avete ascoltato? Avete avuto qualche ispirazione particolare?

MP: Ho ascoltato talmente tanta musica, che ci vorrebbe troppo tempo per potertela menzionare tutta, ma i primi due album dei Blue Nile e dei Pink Floyd, i Beach Boys, John Coltrane, sono le cose che ho ascoltato più spesso. L’ispirazione non arriva mai direttamente dalla musica che ascolto, ma attraverso le sensazioni e le reazioni da essa originate.

RS: Quali emozioni cercate di trasmettere a chi viene ad assistere ai vostri concerti?

MP: Mi sento molto eccitato quando sono sul palco perchè è una gran cosa esibirsi con la propria musica ed essere in grado di creare un atmosfera che lasci alle persone presenti una determinata emozione anche dopo lo show. La stessa emozione che mi piace trasmettere è quella che il live è un modo meraviglioso di sentirsi vivi, perchè troppo spesso oggigiorno non ce lo concediamo o non ce lo permettono e questi live sono uno di quei pochi istanti in cui possiamo farlo.

RS: Quali gruppi vi piacciono in questo momento in Inghilterra? E nel mondo?

MP: Non ci sono tanti gruppi che stia realmente ascoltando in Inghilterra in questo periodo, ma mi piace molta musica della scena elettronica, come Nathan Fake e Luke Abbott.

RS: Verrete in Italia prossimamente?

MP: Non abbiamo in programma di venire in Italia prossimamente, ma se a qualcuno fa piacere invitarci a suonare nel vostro paese lo terremo certamente in considerazione.

RS: Grazie e a presto.

MP: Saluti.

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Fabio Busi
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