Il vaso di Pandora: Massacri per diletto

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Il vaso di Pandora

Massacri per diletto

(AreaSonica)

rock

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massacri per dilettoSe dovessi utilizzare un termine per descrivere questo gruppo, la scelta cadrebbe di certo su “impatto”.

Provate a fare una breve ricerca su internet e cercatene il significato, scoprirete che (in uso figurativo) lo si definisce: “urto, contatto che avviene in modo brusco, considerato in relazione agli effetti che se ne possono risentire”.

Fantastico, proprio ciò che esplica in maniera esaustiva Il vaso di Pandora. Tornato sulla scena musicale, questo quartetto rock dall’anima e dalla verve stupendamente alternative, presenta il suo terzo album Massacri per diletto.

Sonorità intense, riff crudi, guitar distorsions à gogo a disturbare la noia di noi ascoltatori sopiti dietro ad un touchscreen. Frasi contemplative ma scritte di petto, nate da una personalità eclettica e da un cuore verace, proprio come le origini napoletane della frontwoman Antonella Farace.

Le fanno compagnia Mirco Massarelli (chitarra elettrica), Alexis Aguilar (basso elettrico) e Francesco Scaglioni (batteria) che presentano la narrazione di una generazione “cliché” attraverso 8 tracce di incredibile concretezza e determinazione, sia per quanto concerne i testi (interamente ad opera della Farace), che per l’intera costruzione dei brani (auditing e mixing).

L’album si presenta come l’antitesi stessa dell’insoddisfazione e della monotonia:  immediato, diretto, crudele, dalla opener L’era del Si alla conclusiva Vuoto intorno il sound resta immutato, corposo; cassa in battere, chitarra graffiante, voce favolosa e dirompente nelle sue tonalità più alte.

Nella cultura mitologica Pandora ricevette in dono da Zeus uno scrigno contenente tutti i mali e i vizi del mondo; ella, non sapendo resistere alla tentazione, lo aprì liberando i demoni che erano celati al suo interno. Dopo l’apertura del vaso, il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale simile ad un deserto. Al giorno d’oggi l’espressione vaso di Pandora viene usata, metaforicamente, per alludere all’improvvisa scoperta di un problema (o una serie di problemi), che per molto tempo erano rimasti nascosti e che una volta manifesti non è più possibile tornare a celare.

Quale nome migliore dunque per questo gruppo? Il suo messaggio musicale rappresenta perfettamente tale concetto e aiuta a comprenderne presenza scenica, groove e pensiero che si tramuta in nota. Vi esorto a fare una piccola ricerca sui singoli membri per scoprire come diversità ed esperienze li abbiano portati a sposare un unico grande progetto.

Un gruppo che in ogni traccia riesce a trasportare senza riserve, senza freni, un vero e proprio rollercoaster del rock con un mastering d’eccezione e suoni pulitissimi, privi di discrepanze grazie anche alla preziosa collaborazione con due importanti studi di produzione: i Dieseltank Studios di Colonia (DE) e  gli East Sound Studios di New York (USA). Tedeschi e americani vantano da sempre la migliore tecnologia in fatto di audio-sound.

Molteplici personalità e gusti musicali fanno di questo album un prodotto moderno, e per impatto sociale e per corpus sonoro, nel quale si odono in lontananza echi di Skunk Anansie e Guano Apes.

“Massacri per diletto è fortemente contemporaneo” – afferma la band. Ed io non posso che darle ragione.

Profondamente colpito da questo stupendo lavoro, mostro tutto il mio rispetto per questi quattro ragazzi augurando loro di continuare su questa strada, perché se canti e suoni per regalare un’emozione, non puoi far altro che emozionare.

Ascolta Massacri per diletto su Spotify

 

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