Flame Parade: recensione Cannibal Dreams

Un titolo apparentemente dissonante per il nuovo album dei Flame Parade, dove i sogni sono insaziabili.

Flame Parade

Cannibal Dreams

(Materiali Sonori)

dream-pop, shoegaze

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Dopo un paio di EP e un paio di album nei quali perfezionano le sonorità new folk che appartengono al loro background, i Flame Parade intraprendono un nuovo percorso artistico, che affonda le radici nel loro suono originale, ma vira verso atmosfere più rarefatte e dilatate. Questa è la genesi di Cannibal Dreams, naturale evoluzione della band toscana.

Cannibal Dreams è un sogno lucido, un viaggio a occhi aperti tra il surreale e la concretezza, che si snoda lungo 10 tracce in stile dream-pop e shoegaze, che toccano derive più pop (December) o dark (People), ma sempre contrassegnate da un’eleganza di un altro tempo.

Un disco vario e sofisticato, nel quale i Flame Parade si lanciano senza paracadute, abbracciando un percorso di sperimentazione di respiro internazionale, impreziosito dalla produzione musicale di Matilde Davoli. Alla ricerca di un mondo onirico, liquido, espanso, che si nutre di sogni, ricordi e ambizioni.

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Simona Fusetta
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