Fernando Fidanza: recensione di Old Folk for New Poets

Fernando Fidanza vince la sfida di unire le arti con un album nel quale musica poesie, senza lasciare sul campo né vincitori né vinti.

Fernando Fidanza

Old Folk for New Poets

(New Model Label)

canzone d’autore

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Fernando Fidanza Old Folk for New Poets recensioneFernando Fidanza è un musicista classe 1976 nato a Roma e vissuto in Cina, dove ha prodotto colonne sonore per film e documentari e suonato in diverse città con la sua band. Dopo aver pubblicato con il fratello Luca una raccolta di poesie e fotografie (a cui ne seguirà a breve un’altra), dà alle stampe il suo album nel quale mette in musica tredici poesie di altrettanti amici con l’intento di dare vita a un progetto che unisce arti diverse.

Nato dalla noia della pandemia e da disquisizioni sull’arte e sulla figura dell’artista, Old Folk for New Poets non mette solo insieme poesia e musica nel senso più stretto, ma invita a una riflessione più ampia. A partire dalla duplice accezione di Old folk: folk come un genere musicale apprezzato dall’artista, soprattutto nella sua attitudine, ma anche inteso come popolo che pensa che la perfezione sia solo nel classico e nel passato, precludendosi così molto di quanto interessante il futuro può ancora regalarci.

Dall’unione della propensione al viaggio e alla fatica del folk e del classicismo con le nuove tecnologie dei New poets, questo disco va alla ricerca di un compromesso tra due mondi spesso messi a contrasto. Così come fa per la musica, nella quale convergono le influenze più disparate, dal metal ai Radiohead, da Guccini a Tom Waits.

Abbandonando la classica forma canzone, Fernando Fidanza riesce a dare un nuovo vestito alla poesia a cavallo tra lo spoken word e il cantautorato, senza piegare nessuna delle due arti al servizio dell’altra.

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Simona Fusetta
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