Electric Cherry
Cherry Heart
(Vrec Music Label)
rock
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In un momento storico come quello attuale, è sempre più frequente imbattersi in artisti che riprendono a piene mani dall’hard rock degli anni settanta. Tra sonorità vintage, hammond in sottofondo e chitarre belle compresse e pompate, abbiamo una caterva di band che si stanno imponendo all’attenzione dell’opinione pubblica e non parliamo solo dei famosissimi Rival Sons o dei Greta Van Fleet.
Anche in Italia la situazione è molto fluida e l’esempio dei romani Life In The Woods ce lo testimonia chiaramente. Ora dalla capitale arrivano anche gli Electric Cherry, giunti al secondo capitolo della propria giovane carriera.
La proposta è molto intrigante. Lo si capisce immediatamente quando si preme sul lettore CD il tasto play e parte Seclusion, una traccia potentissima, vecchio stile, in cui si riescono a conciliare le esigenze melodiche con quelle tipiche di un gruppo che suona rock come se non ci fosse un domani.
La sostanza degli Electric Cherry è tutta qui e la si carpisce ascoltando l’intero disco, che ha un livello standard qualitativo di primissimo ordine. Il mid tempo di Anyway You Want, con il suo ritornello imparabile a memoria al primo ascolto è un indicatore di come i romani siano in grado di scrivere pezzi che possono essere dei veri e propri singoli adatti per le radio e le televisioni a tema.
Ci sono momenti in cui il gruppo si lascia andare a vere e proprie cavalcate di matrice blues che ti danno la percezione della sua bravura: andate a prendere Slower, analizzatela per bene e vi renderete conto che questa è una delle cose più vicine ai Rival Sons che si conoscano.
Poi ci sono anche delle scorribande di qualità come Quarantine, una traccia arrembante che non dovrebbe far fatica a catturare l’entusiasmo del pubblico quando sarà riproposta dal vivo. Se vogliamo parlare, invece, di brani tipicamente stereotipati e che sono validi per ogni stagione, il singolo Rollercoaster Love farà sicuramente al caso vostro.
Tradotto in soldoni: Cherry Heart, prodotto da Alessandro Forte, è un signor disco, suonato benissimo, che possiede i crismi dell’internazionalità e che si rivela pregno di canzoni valide ed incisive. Il passaporto per il mondo è pronto per gli Electric Cherry. Ora sta a loro prenderlo ed utilizzarlo come si deve.
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