Edna Frau: recensione di My Ego Is Bigger Than Yours

My Ego Is Better Than Yours degli Edna Frau è un debutto straordinario, un coacervo di emozioni fortissime, un singolare dipinto dei nostri giorni pennellato con i colori della riflessione.

Edna Frau

My Ego Is Bigger Than Yours

(22 Dicembre Records)

post-punk

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Edna Frau - My ego is bigger than yoursGli anni di ascolti quasi quotidiani orientati verso dischi di ogni genere, alcuni interessanti, altri inutili, altri ancora geniali o terribilmente noiosi, hanno il pregio di regalare un orecchio attento, a volte bastano pochi secondi per fiutare un disco sopra la media.

Quando raramente accade, spero con tutta me stessa di non venire smentita, di non rimanere delusa da tutto il resto e se alla fine del percorso capisco che quei pochi attimi di eccitazione estatica non possono definirsi un fuoco di paglia ma al contrario una promessa mantenuta, allora trattengo il fiato, sorrido e penso che la musica più bella forse non l’ho ancora incontrata.

È quanto appena accaduto con il magnifico e coinvolgente My Ego Is Better Than Yours, debut album dei ravennati Edna Frau.

Nati nel 2020 in piena emergenza pandemica, i nostri attingono dalle correnti post-punk e indie-rock facendosi però influenzare da molte differenti scuole di pensiero, il risultato è davvero incredibile, quello che riescono a concepire, scrivere e performare questi esimi musicisti provenienti da altri progetti (Postvorta, The Doormen e Annihilator) profuma quasi di miracolo.

Il full-lenght, geniale già dal titolo e anticipato da un singolo di  travolgente alt-rock, Wet Plush, esce il 25 giugno per 22 Dicembre Records: il brano parla di un bambino che si sente più felice quando gioca con la tata rispetto a quando si trova tra le braccia del padre assente; racconta di come si senta un peluche in una giornata di piena pioggia, una spugna che trattiene e mai svelerà i propri sentimenti perché impaurita (Edna Frau).

Questo smarrimento unito alla ricerca della nostra essenza si respira anche nel video di corredo, capace di tradurre in colorate polaroid la difficoltà di essere se stessi all’interno di una società omologata ed alienante, solo all’interno di quattro mura, quasi sempre quelle domestiche, ciascuno di noi riesce ad esprimere senza alcun pudore la propria personalità, le immagini ritraggono infatti due ragazze festose, finalmente libere da  pregiudizi e luoghi comuni, due figure che non rispecchiano esattamente gli standard imposti dai mass media e dalle riviste di moda ma sono quanto di più emancipato e soave si possa immaginare.

Wet Plush è un concentrato di energia grezza, una carica dinamitarda pronta ad esplodere con una forza sbalorditiva, una cavalcata selvaggia su un ritmo impossibile da ignorare.

Sarebbe stato un inizio perfetto per My Ego Is Bigger Than Yours ma gli Edna Frau scelgono invece il registro diametralmente opposto ovvero un intro breve, per giunta interrotto bruscamente, capace di scoprire subito le carte in tavola, si entra in punta di piedi in una atmosfera fuligginosa e sinistra, la voce ovattata che diventa strumento tra gli strumenti ripete ipnotica Here We Are Edna Frau come a voler ribadire un concetto semplice e chiaro, noi siamo qui e questo è il nostro mondo.

Irrompe con la fragorosità di un tuono l’energica Angry Face Man deflorata da contro tempi violenti ed aperture epocali cuciti insieme in un sound corposo e a tratti lisergico che profuma dei Killing Joke più melodici.

Day 1 incanta, destabilizza e commuove fino alle lacrime, una spremuta di malinconia riversata in quella che posso definire la perla nera dell’intero lavoro, l’esatto contrario della banalità, completamente sospesa in un clima rarefatto, agrodolce, dissonante e storto fin dalle intenzioni. Break, piccolo intermezzo altrettanto evocativo dove si riscontrano tracce evidenti della produzione  Reznor & co. ci traghetta in Rooms, uno dei brani più coinvolgenti, la hit per eccellenza, circolare, tonda, magnetica, grintosa, la immagino suonata live e mi perdo a ballare sotto un palco, chissà dove.

Se D1A contorce le viscere ed impone il massimo volume per cogliere anche le più piccole sfumature, After Sex viaggia su territori molto diversi affidando il mood ad un electro style ai confini dell’industrial mentre la strumentale Closed è un sapiente compendio di rumorismo, sperimentazione e claustrofobia a metà strada tra i Clock DVA e gli Einstürzende Neubauten.

My Ego Is Better Than Yours è un debutto straordinario, un coacervo di emozioni fortissime, un singolare dipinto dei nostri giorni pennellato con i colori della riflessione.

Here We Are Edna Frau, l’intro in loop declamato come un mantra, è il biglietto da visita ideale per addentrarsi nel contorto, immaginifico e tormentato universo artistico di una neonata band che brilla già di luce propria.

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Elisabetta Laurini
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