Caron Dimonio: recensione di Porno Post Mortem 

Amore, morte, sesso, tormento, isolamento; questi i temi trattati dai Caron Dimonio nel loro quarto album in studio, Porno Post Mortem.

Caron Dimonio

Porno Post Mortem

(Atmoshere Records)

electro, noise  post-punk

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Amore, morte, sesso, tormento, isolamento; questi i temi trattati dai Caron Dimonio nel loro quarto album in studio, Porno Post Mortem.

“Non si vede e non si ode nessun dio” le migliori parole con le quali esprimere l’atmosfera completamente senza speranza che si respira ascoltando questo lavoro.

Siamo anime traghettate verso il nulla e un cielo plumbeo incombe su di noi , come già ci fa presagire il giro di piano del primo brano (Porno) che sa di nostalgico e riflessivo.

Il sound è distopico, in costante bilico tra moderno e passato. Una Psichedelia ricercata intrisa di Noise, Post punk e Indie dove non mancano le incursioni industrial a rendere tutto l’ascolto particolarmente claustrofobico e ossessivo.

 

Anime tormentate che sprofondano nell’oblio di una finta quieta e quale personaggio migliore si poteva scegliere se non un poeta maledetto come Rimbaud, per incarnare il doppio che alberga in ognuno di noi?

Vi è un solo piccolo spiraglio di luce che si intravede nella quinta traccia:” Cosmo”; dove armonizzazioni trip hop ci fanno agognare una lieve speranza, una sorta di oasi in questo viaggio che, invece prosegue con tonalità sempre più cupe.

Ci viene da domandarci ascoltando questo album dove l’essere umano possa trovare se stesso , se perseguendo quelli che sono i suoi più oscuri pensieri (Porno post mortem; Quinta del sordo, la preghiera dell’ingordo) o se invece dovrà ineluttabilmente attendere la morte per raggiungere l’ “Azzurra Sinfonia”.

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