Broken Spindles: Kiss/Kick

Con Kiss/Kick gli Broke Spindles sono giunti ad una nuova sintesi (discreta) di dark-wave e indietronica

Broken Spindles

Kiss/Kick

(Cd, Blank.wav)

indie, rock, wave

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Broken Spindles- Kiss_KickBroken Spindles, side-project di Joel Petersen, danno vita con questo Kiss/Kick ad un’opera perlopiù ambigua: tale però non nel senso di buona-cattiva (in questo caso), ma, in larga parte, per un continuo porsi fra l’evoluzione ‘elettronico-formale’ delle canzoni, e un adagiarsi sulla stilizzazione espressiva del sound e della composizione.

Se I’ve never been this afraid ci catapulta in mezzo alla fitta schiera dell’indie-rock attuale, No mind knows mine si rivela invece come un bellissimo gioco intimistico, in cui l’elettronica scheletrica travolge con discrezione la voce “sotto-le-righe” di Petersen. Lo stesso dicasi alternativamente per The moist red mess e A beat down break up; fino ad approdare alla folktronica sostenuta dalle basse frequenze di We all want to fit in e all’alternative-noir di In the dark.

Figure face pretty boy potrebbe essere invece il “capolavoro” dell’album, in un certo senso e di primo acchito, grazie soprattutto alle figure ammalianti sovrapposte di chitarra e basso – con tanto di caduta nel ritornello “a-scendere” dal forte impatto timbrico/cromatico. L’album si chiude poi con l’atmosfera (a tratti, ma anche di continuo) decadente (già solo per il nome) di You’re happy but not for long, e il glitch diafano e dimesso di The Talk.

Mostrando dunque di essere in forma, J.P. rilega senza pretese un lavoro tutto sommato piacevole, con qualche accenno di ‘folgorazione improvvisa’ qua e là contornata di formule ben studiate, anche se (potrebbero risultare) stucchevoli a lungo andare.

Eppure, misteriosamente, si riesce a percepire qualcosa di (in)distinto…  

 

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Angelo Damiano Delliponti

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