Bluagata: Di Stanze e Nevrosi

Al terzo tentativo i toscani Bluagata hanno fatto centro. Di Stanze e Nevrosi è un album bello, moderno, fresco e, soprattutto, pieno di canzoni degne di tal nome.

Bluagata

Di Stanze e Nevrosi

(Vrec Music Label)

rock

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BLUAGATA-recensione-di-stanze-e-nevrosiAl terzo tentativo i toscani Bluagata hanno fatto centro. In modo preciso e senza troppi giri di parole, possiamo affermare che Di Stanze e Nevrosi è un album bello, moderno, fresco e, soprattutto, pieno di canzoni degne di tal nome.

Le voci delle due cantanti, Alessia Masi e Margherita Bencini, sono l’asse portante di questo progetto che si muove su coordinate che spaziano dai nostrani Prozac + sino ai Ministri.

L’impatto melodico è fortissimo, come dimostrano la veloce Resti Qui o l’ottima Persone Vuote, dove c’è un forte contrasto tra le voci femminili e quelle maschile.

Le chitarre non sono mai troppo invasive, anche quando ci si addentra in pezzi claustrofobici come l’opener Comodità che sembra non voler mai esplodere.

Stessa cosa anche per Non Si Vede che è un crogiuolo di parole sparate a una velocità incredibile, con momenti di furia che si alternano ad altri di calma solo apparente.

La band suona in modo ineccepibile, facendo capire di avere una certa dimestichezza e una buona tecnica di base che non fa altro che avvalorare un prodotto di qualità che ha il merito di crescere ascolto dopo ascolto.

 

La sinistra Un Asteroide si colloca come brano di assoluto valore, tanto che ci riporta con la testa alle produzioni fantastiche messe sul mercato dai mitici Scisma, altra formazione la cui influenza si percepisce tantissimo in questo lavoro.

Sul finire i Bluagata allentano la presa, senza perdere di vista la qualità. Il trittico conclusivo, composto da Sei Davvero Tu, Palazzi e Ti Puoi Fidare Di Me, è pura melodia messa al servizio del formato canzone, tanto che tutte avrebbero la possibilità di andare in heavy rotation nelle radio o nelle tv specializzate, se solo si osasse un po’ di più in questa nazione sempre ferma alle novità “recenti” di almeno venti anni fa.

Come avrebbe detto Dan Peterson in una delle sue mitiche telecronache….”Niente da dire“. Disco da avere a tutti i costi.

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Francesco Brunale
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