Alterna: recensione di Tempo Residuo Elettrico

Senza girarci intorno con una serie di perifrasi inutili, possiamo tranquillamente affermare che l’esordio dei romani Alterna è una grandissima boccata d’aria fresca, soprattutto per chi è cresciuto con la musica alternativa degli anni Novanta.

Alterna

Tempo Residuo Elettrico

(VREC)

grunge


Senza girarci intorno con una serie di perifrasi inutili, possiamo tranquillamente affermare che l’esordio dei romani Alterna, guidati da Cristiano Lucidi (tra l’altro, noto youtuber), è una grandissima boccata d’aria fresca, soprattutto per chi è cresciuto con la musica alternativa degli anni Novanta.

Non si tratta, diciamolo subito, di una classica “operazione nostalgia” che tanto va di moda in questo periodo. Qui c’è molto di più, ovvero una serie di belle canzoni toste che pagano dazio al grunge dei Soundgarden, all’alternative dei Therapy? di fine secolo e agli immancabili Black Sabbath che sono una specie di guida oscura nel sound del trio.

Ecco, l’atmosfera che regna qui dentro in Tempo Residuo Elettrico è nera come la copertina del CD, plumbea e soffocante. Le melodie, sempre presenti, vengono fuori alla distanza. In alcune circostanze sono immediate e ti afferrano per i capelli, vedi Idrogeno e Sputami L’Amore In Bocca, due tracce fantastiche che rimangono immediatamente in testa ed hanno nel proprio DNA la forza della bellezza.

In altri casi, invece, ti devi andare a cercare il particolare, lo devi pizzicare come quando si gioca a carte e si cerca di vincere una mano cospicua con tanti soldi sul tavolo. Rumore è un esempio classico di come la potenza vada a braccetto con la melodia.

Poi ci sono anche momenti in cui si rallenta volutamente e si toglie, ma solo per un attimo, il piede dall’acceleratore. Il Clown, che tanto sa di Verdena, ha un grande riff su cui si poggia la coppia ritmica solida come una bella lastra di marmo.

Per il resto ci si muove su coordinate che farebbero saltare dalla sedia il buon Andy Cairns (la titletrack), artista ingiustamente sottovalutato dalla grandissima massa, o che andrebbero lette nell’ottica dei primissimi Helmet (Cielo Nero).

Facendo una somma e ritornando al principio di questa recensione, possiamo affermare che essere derivativi non è reato. Lo si può essere, ma poi bisogna saper confezionare un prodotto di qualità, con gli attributi e ricco di belle canzoni. Questa, chiaramente, rimane la sfida più difficile da realizzare. Gli Alterna sono stati capaci di farlo e Tempo Residuo Elettrico si colloca tra le cose migliori uscite in Italia nel 2025. Speriamo che sia l’inizio di un bel percorso.

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