AA. VV.: Oceano Adriatico (recensione e intervista a Leonardo D’Elia della Black Marmalade Records)

Un tributo imperdibile a Guagno e Mirko, musicisti pesaresi mancati nel 2020. Il meglio della scena indipendente della cittadina marchigiana. Un must! Ne parliamo con Leonardo D'Elia della Black Marmalade.
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AA. VV.

Oceano Adriatico

(Black Marmalade Records)

indie, garage, post punk

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Oceano Adriatico recensione intervistaPesaro, cittadina con meno di 100.000 abitanti e una moltitudine di band validissime, unite in un bellissimo progetto a edizione limitata in memoria di Guagno (Brothers In Law) e Mirko (I Camillas) mancati nel 2020, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto enorme nel mondo della musica pesarese e non solo.

In versione LP (vinile bianco e vinile nero con allegate bellissime illustrazioni e libricino con la descrizione del progetto e di ogni band) o doppio CD (con solamente una stampa e il libricino), il progetto Oceano Adriatico raccoglie quanto di meglio ha fatto uscire la cittadina marchigiana nel mondo musicale indipendente.

Il vinile è diviso in due lati. Il lato Guagno e il lato Mirko. Nel doppio CD c’è un CD per Guagno e uno per Mirko.

Nel lato Guagno si parte con l’ambientale Totem dei Be Forest proseguendo con uno dei brani più belli dei Brothers In Law, una A Magic che non smetterei mai di ascoltare. Si prosegue con gli Young Wrists (band in cui militava Maria Antonietta) e la loro Car Crash e le sonorità sognanti di The Murmur Of A Distant Brook… dei psichedelici Orange Lem. Le sonorità più graffianti della successiva Distorting The Earth’s Axis In The Line dei Container 47 conducono alla traccia conclusiva ad opera dei Soviet Soviet che con la loro Gone Fast chiudono il Lato G.

Nel lato Mirko si parte con l’indie spensierato dei Camillas e la loro Ti Ho Visto, seguito a ruota dal tropicalismo contaminato dei The Faccions con Lounge. Maria Antonietta delizia nella delicatissima Cara Ombra. I Turbopeluches portano un’ondata di psichedelica ruggente con Il Volo del Colibreeze prima che le sonorità si addolciscano con Prendo Tempo di Michele Panzieri, noto speaker e DJ pesarese. Con l’indie punk travolgente  degli Sprinzi e la loro If I Was Near e l’esuberanza di Non So degli Altro di Alessandro Baronciani (curatore degli art work del progetto) si chiude il Lato Mirko.

Per capire meglio il concept del progetto utilizzerei alcune parole di Luca Petinari, autore dell’Intro: “… E solo una città come Pesaro ti da questa possibilità: andare fuori per poi riportare dentro. Perché se nasci in una città col mare, poi, non puoi più farne a meno. Chi ascolta musica indipendente a Pesaro non l’ha trovata in città: l’ha trovata fuori, ma poi ha iniziato a farla qua, per fare in modo che altri potessero trovarla. Ed è il motivo per cui non solo a Pesaro ci sono tante band, ma sono anche diverse tra loro. Guagno e Mirko erano due di questi. Quando la nebbia celava il mare, loro hanno ascoltato oltre i suoi confini naturali. Tutto ciò che hanno visto o sentito lo hanno portato a Pesaro. Guagno e Mirko ora ci hanno lasciato un iceberg in mezzo al mare. Non ci resta che guardarlo e continuare ad ascoltare il rumore delle onde. Un giorno quell’iceberg si scioglierà e ci sarà talmente tanta acqua da abbattere ogni limite e confine, trasformando il mare in un oceano: l’Oceano Adriatico.”

Una sola parola descrive questo lavoro: IMPERDIBILE.

Nel doppio cd presenti anche nel lato Guagno: Death In Plains, Key-Lectric, Damien, Morvida, Versailles, General Decay, We Don’t Like You, Jack Eden, Seaside Postcard, Glance, Lazy Jane, Barely Awake, Mapez, L.A.T.O.B., Montezuma. E nel lato Mirko: Guido Brualdi, Sybil Vane, June And The Well, Lorenzo Pizzorno, Soria, Tarlo, Aerodynamics, Tante Anna, Margot, Cheap Wine, Edward In Venice, Monday On TV, Alessandro Polidori feat. Barbara 999, Mondo +.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Leonardo D’Elia della Black Marmalade Records a proposito di Oceano Adriatico, Pesaro e del momento difficile che la musica sta vivendo.

Intervista a Leonardo D’Elia

ROCK SHOCK – Ciao Leonardo, innanzitutto complimenti per questa bellissima produzione. Vorrei chiederti subito, come è nata questa idea?

LEONARDO D’ELIA – Ciao Fabio, grazie per l’opportunità che mi dai per parlare di Oceano Adriatico. E’ nato dalla voglia di generare un forte tributo a Guagno e Mirko scomparsi lo scorso anno.

RS – Avete faticato molto a scegliere le band ed a concordare con loro la scelta dei brani o avete lasciato libertà di scelta agli artisti?

LDE – Abbiamo operato una scelta cercando di non escludere nessuna formazione che ha fatto musica indipendente a Pesaro negli ultimi 20 anni. Il risultato finale sono 42 bands in un doppio cd; abbiamo lasciato piena libertà di scelta per quanto riguarda il pezzo che è stato inserito nella compilation.

RS – Non deve essere facile realizzare un simile progetto.

LDE – E’ stato ideato e realizzato in soli 80 giorni grazie alla partecipazione attiva e creativa di tante persone, su tutti Alessandro Baronciani che ha curato tutto l’artwork, Bajo Del Menga che ha coordinato tutto il materiale delle bands e Luca Petinari che ha passato intere notti a scrivere il libro che racconta la scena alternative musicale di Pesaro.

RS – Cos’erano Guagno e Mirko per Pesaro?

LDE – Erano dei punti fermi, dei riferimenti. Mirko per 17 anni ha avuto il Plastic, negozio di dischi fondamentale  dove sono cresciuti buona parte dei musicisti pesaresi; Guagno era la passione incarnata per la musica, musicista, dj, ispiratore ed organizzatore di festival e concerti.

RS – Fra l’altro credo sia stata una bellissima iniziativa quella del Comune di Pesaro a mettere il ritratto di Guagno in alto a Palazzo Mazzolari Mosca. Capisco quello che provate ad aver perso degli amici, io dal 2021 organizzo un festival e compilation dedicato ad una cara amica scomparsa, quindi capisco sia il fuoco che avete dentro che il dolore. Se ti dico che questa compilation l’ho percepita come un caldo abbraccio che mi dici?

LDE – E’ un grande abbraccio tra tutti noi ma è anche un grande dolore presente infatti. E’ l’iceberg della copertina che è apparso davanti alle nostre coste e che non si scioglierà facilmente.

RS – Pesaro, non c’ero mai stato prima del settembre 2020. Il mare, la Rossini, ma più che altro una frizzantezza nell’aria, ovunque io respiravo come questa atmosfera “indie”. Non so se per voi sarà un complimento ma a me sembrava di essere in una piccola Bologna, sul mare. Leggendo l’intro di Oceano Adriatico si capisce come mai una tale commistione di stili nella musica pesarese (mi riferisco al discorso di andare in inverno ad assorbire idee e riportarle a Pesaro) ma sulla moltitudine di band in una cittadina così piccola come me la spieghi?

LDE – Hai perfettamente ragione, Pesaro pur essendo una cittadina di provincia di appena 95.000 abitanti, ha sempre avuto e posseduto la musica nell’anima. C’è sempre fermento, ci sono sempre stati diversi negozi di dischi e di strumenti musicali. Qui si intrecciano esperienze comuni che sfociano in gruppi e collettivi; si uniscono musica, idee, fumetto e autoproduzione; c’è molta attitudine al DIY (Do It Yourself, fai da te, ndr) perché alla fine siamo tutti nati dal punk.

RS – E’ un periodo molto duro per la scena musicale e quelli che ne soffriranno di più saranno gli artisti locali così anche come le sale concerti più ridotte, pensi che ancora una volta il mondo musicale saprà reagire e riuscirà ad uscirne?

LDE – Ne sono certo, c’è una grande voglia di fare musica, di riprendersi gli spazi ed i palchi, c’è grande fermento anche a livello di nuove produzioni.

RS – Bene Leonardo, ti ringrazio per la disponibilità e soprattutto per questa bellissima iniziativa. A presto.

LDE – Grazie a voi per questa bellissima chiacchierata, sono certo che in futuro avremo altre occasioni. Ciao a tutti.

La pagina del progetto

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Fabio Busi
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