Thornhill: recensione di Bodies

Nella folta pletora di band emergenti di cui sente parlare benissimo e tantissimo in giro in campo metal, ci sono sicuramente i Thornhill, legatissimi agli anni Novanta e, altrettanto, intrisi di “nuove” sonorità.

Thornhill

Bodies

(UNFD)

alternative metal


Nella folta pletora di band emergenti di cui sente parlare benissimo e tantissimo in giro in campo metal, ci sono sicuramente i Thornhill, legatissimi agli anni Novanta e, altrettanto, intrisi di “nuove” sonorità che chi ama bene gente come gli Sleep Token conosce a menadito.

Giunti al loro terzo disco, Bodies, gli australiani maneggiano una formula che ha fatto grandissimi i Deftones ai quali si ispirano molto, tanto da ricordarli anche troppo da vicino. Dunque, ci troviamo dinnanzi a brani nei quali le chitarre taglienti recitano un ruolo da protagoniste e in cui la voce del leader Jaco Charlton alterna momenti urlati ad altri prettamente melodici, soprattutto quando si tratta di cantare i ritornelli. Insomma, siamo davanti ad una sorta di Deftones 2.0 e questo, probabilmente, non è proprio un bene, perché costringe l’ascoltatore a fare continui paragoni con la band di Sacramento.

Ad ogni modo, se si vuole focalizzare l’attenzione su questo album, si possono dire tre cose che cerchiamo di sintetizzare in maniera netta.

La prima è che le canzoni (nessuna esclusa) sono tutte buone da un punto di vista del songwriting e in alcuni casi riescono a sorprendere per il cambio di stile repentino (Crush e For Now, ad esempio, sono due bei biglietti da visita pregni di riferimenti ambient ed elettronici che ci riportano, guarda un pò, ai Team Sleep).

La seconda è che l’essere legati ad un modello davvero “pesante” per storia e lignaggio come i Deftones può essere vista come un’arma a doppio taglio, perché questo binomio nel corso del tempo verrà letto più come una catena al piede che come un ottimo biglietto da visita da presentare a chi non li conosce.

L’ultima considerazione va, invece, individuata nel contesto odierno in cui si trova a veleggiare un certo tipo di musica metal. Un tempo si parlava di nu metal per descrivere formazioni come i summenzionati Deftones, i Korn o i Limp Bizkit. Oggi, invece, si individua il tutto, il più delle volte, con la definizione “alternative metal”, ma la sostanza non cambia (vedi l’uso di accordature ribassate rispetto alla norma).

La verità è che di originale c’è molto poco all’orizzonte, perché lo scibile è stato già tutto percorso e suonato da chi è venuto in precedenza. Oggi una formazione, comunque brava, come i Thornhill va su tutti i giornali specializzati, perché sa scrivere canzoni e ha un suo impianto sonoro definito, ma si tratta, pur sempre, di qualcosa che abbiamo ascoltato venti anni fa. Per carità, va bene così, ma la fotografia che ci si presenta davanti appare molto sbiadita e poco affascinante.

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