The Ghibertins: The Life & Death of John Doe

Signore e signori giù il cappello entrano i The Gibertins. The Life & Death of John Doe è un concept album imperdibile, in odore di capolavoro. Bravissimi.

The Ghibertins

The Life & Death of John Doe

(CMob Sound Records)

alternative rock, americana

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recensione-The GhibertinsAttivi da più di un lustro con 1 EP e 1 album già all’attivo e diversa attenzione da radio internazionali, i milanesi The Ghibertins tornano in questo 2022 con il nuovo lavoro The Life & Death of John Doe, un concept album che racconta la vita di un uomo comune (una canzone per ogni decennio di vita).

Intro è il prologo alla vita dell’uomo comune, brano in salsa Depeche Mode molto interessante con la preziosa partecipazione della bravissima Alice Grasso.

Con My First Day On Earth si entra in un territorio molto affine al cantautorato americano ma con un arrangiamento moderno e intrigante. Si prosegue con Round Trip brano con un incalzare che mi ricorda certi brani di Eddie Vedder e altri dei Wovenhand.

Si entra nell’età della consapevolezza con la ballad Walk Away e un emozionante interpretazione vocale di Hofmann che mi porta alla mente il migliore Adam Duritz degli esordi.

20149 Milano, primo singolo estratto, uscito nell’aprile 2021, è ben prodotto ma non mi esalta, a differenza di In A World Of Sinners All I Want To Do Is Sacred altro pezzo che vede la collaborazione vocale della Grasso, ballad di puro stampo americano, letteralmente da pelle d’oca.

Un altro dei miei brani preferiti è Ropes & Kites, autentico inno alla gioia, alla felicità e alla speranza. Punta di diamante di questo The Life & Death of John Doe.

 

Attenti a In Your Arms, sarò forse sensibile io in questo periodo ma mi ha fatto rigare di lacrime le guance. Bellissima ed emozionante, non trovo altre parole per descriverla.

Ci si avvicina alla conclusione (70/80 anni) con la melodica Lullaby, un vero e proprio passaggio di consegne fra generazioni, fra il protagonista e il nipote.

My Last Day On Earth è un altro brano che mi ha commosso molto e che ho dovuto metabolizzare con più ascolti e che ci conduce all’oblio, cantato in Outro.

Non conoscevo (ahimè) i The Gibertins, ma andando ad ascoltare anche i lavori precedenti trovo una notevole crescita, in questo album che odora di capolavoro. Non è il genere che sono solito ascoltare ma davvero credo sarà uno dei miei dischi dell’anno! Cala il sipario. Applausi!

https://www.facebook.com/theghibertins/

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Fabio Busi
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