Sine Frontera: I-Taliani

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Sine Frontera

I-Taliani

(Produzioni musicali S.F.R.)

folk, rock, ska

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Sine Frontera – Hombres (feat. Malakaton) di promo_laltoparlante

sine_frontera_i_talianiLa band mantovana Sine Frontera torna sulle scene con il quarto album in studio e non delude: I-Taliani è un disco scorrevole, ballabile, piacevole e ricco di sfumature stilistiche e tematiche: il titolo è infatti già di per sé un buon riassunto del dissacrante ritratto fatto al nostro paese nel disco, ma le storie raccontate riescono ad andare al di là della semplice satira politica e non.

La title track, nonché brano di apertura, è uno ska saltellante, divertente ed energico che ben accompagna un cantato che umoristicamente descrive i luoghi comuni italiani più blasonati e che non manca di una simpatica (ma non offensiva) versione dell’inno di Mameli sulle strofe finali. Sempre ska ma più tendente al raggae la successiva Hombres, con liriche sia in italiano che in spagnolo che abbracciano tematiche più rivoluzionarie e che si muovono attraverso atmosfere che vanno da Bob Marley ai CCCP; il brechtiano accostamento uomo/macchina è la tematica centrale del brano, probabilmente ispirato al film “Tempi moderni” di Charlie Chaplin.

No soy borracho segue più o meno questa linea, con un ritmo ben giostrato tra chitarre e fiati ed una buona melodia vocale che enfatizza frasi del tipo “soy guerrillero de la revolucion”: un brano che ti fa venir voglia di stare in compagnia e di molleggiare in una qualche spiaggia di Cuba bevendo un drink e indossando una maglietta di Che Guevara.

Aperta da una sviolinata squisitamente folkloristica, La ruota interseca allo ska un’atmosfera dal sapore gitano, più meditativa e più vicina a gruppi come La Bandabardò, mentre con la successiva Il villano inizia ad intravedersi una svolta stilistica: il brano, come suggerisce il titolo, è un piacevolissimo “stornellone” con belle rime ed atmosfere paesane da balli e vino rosso, le quali ben vengono rese dalle ritmiche e dalla fisarmonica.

Jesse il bandito si muove, giustamente, in un terreno più country-western attraverso il quale però la band riesce a non rinnegare ciò che ha presentato precedentemente; la storia di una sorta di Robin Hood del West viene ben raccontata sia dai versi, sia da un tappeto strumentale in cui il fiddle è indiscusso leader.

Decisamente toccante è Dietro il portone, triste ballata resa particolarmente efficace dall’uso del dialetto mantovano e dalla musica, la quale, in perfetta sintonia con le parti cantate, crea un immaginario che si forma nella mente come un dipinto e che va a toccare le corde dell’emozione attraverso la storia di un deportato ad Auschwitz con tanto di citazioni a “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Due voci che ad ogni italiano suonano a dir poco familiari aprono Camillo e Peppone, omaggio non solo ai due grandi protagonisti del cinema italiano, ma anche al concetto dell’amore e del rispetto reciproco, mentre, in sottofondo, il duo di chitarra e violino dà vita al chorus strumentale più orecchiabile del disco. Un’ altra citazione, stavolta al grande Albertone, la si trova nel brano successivo, Io son io, brano vivace con qualche elemento che ricorda i Modena City Ramblers e che si muove sorretto da un efficacissimo utilizzo delle percussioni mentre la voce sforna a raffica luoghi comuni sul politico italiano che portano sempre alla stessa conclusione: “Io sono io, e voi…noi siete un cazzo!”

Con Fiocco di neve i Sine Frontera si concedono un momento di romanticismo, la canzone è una splendida contemplazione dell’inverno e dell’amore, mentre con la conclusiva Peace & Freedom si ritorna, con meno foga, alle atmosfere iniziali.

Il ruolo giocato dai Sine Frontera all’interno di I-Taliani è quello di cantastorie, un intento assolutamente riuscito: i racconti sono resi con la stessa efficacia sia dalla musica che dai versi, gli arrangiamenti sono orchestrati in maniera saggia e tutto si muove benissimo all’interno di un contesto semplice ma vasto, che sa essere divertente, riflessivo ed emozionante: i fan non resteranno di certo delusi.

 

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