The Scunned Guests: Le Scimmie Urbane

In una realtà che sembra un sogno a cui non vorresti credere, a cui non vorresti cedere e da cui vorresti evadere, sorgono gruppi come The Scunned Guests, "gli ospiti indesiderati", che dimostrano di che pasta sono fatti con Le Scimmie Urbane

The Scunned Guests

Le Scimmie Urbane

(Seahorse Recordings)

rock, alternative

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The Scunned Guests- Le Scimmie UrbaneIn una realtà che sembra un sogno a cui non vorresti credere, a cui non vorresti cedere e da cui vorresti evadere, sorgono gruppi come The Scunned Guests, “gli ospiti indesiderati”, che trovano la grinta di raccontare la storia dell’evoluzione/involuzione dell’essere umano, in un concept album “Le scimmie urbane”, nove tracce capaci di riassumere drammi e gioie della vita quotidiana in cui ci si sente inadeguatamente fuori posto.

The Scunned Guests sono un quartetto sassarese formato da Paolo Vodret al basso (fondatore della band nel 2008), Gianni Senes alla voce, Marco Calisai alla chitarra e Pietro Marongiu alla batteria. Band che vanta un’attività live segnata da importanti aperture di date a Sikitikis, Joe Perrino e 200 Bullets, premio della critica a Sottosuoni 2009 ed altre serate in Sardegna.Nell’estate del 2010 registrano presso il Vintage studio di S. Antioco il loro primo EP e nel febbraio del 2013 registrano presso l’indie Factory Studio di Sassari il loro primo cd ” Le scimmie urbane”, sotto la direzione artistica di Paolo Messere. La chiave di lettura del disco ci viene offerta stesso della band che afferma :

Le Scimmie Urbane non vuole essere un quadro a tinte grigie di un’esistenza inautentica e inadeguata, ma vuole essere una spinta alla riflessione, alla introspezione ed alla condivisione di un disegno comune che riporti i colori sull’affresco di una post-modernità che annaspa tra la perdita degli ideali e il desiderio di un cambio radicale, forse epocale.”

La batteria e le veloci chitarre sono in grado fin dal primo pezzo Prigioniero di portare l’ascoltatore in uno stato mentale in cui sente proprie le parole cantate, in uno stato in cui è lui stesso ad esprime la propria inadeguatezza nel confronto del tutto, nell’essere prigioniero del proprio schema mentale a tal punto da arrivare ad auto-consigliarsi di liberare la mente dai cattivi pensieri, parlando in terza persona a se stesso.

Su questa linea continuano gli altri brani come Nuovi Giorni che trattando del rapporto d’amore riesce in modo melodico e poetico a riprodurre scene di disincanto, cantando i minimi dettagli come uno scambio di sguardi o sogni  dovuti a scelte poi infranti, o come Bla Bla Bla che grazie al graffiante tono usato nel ritornello riesce a mettere in evidenza l’eccessivo chiacchiericcio che la gente fa su ogni argomento che porta le parole ad essere svuotate da ogni valore fino a diventare appunto dei semplici e ripetitivi Bla bla bla, o ancora come Il Buon Padre, dove l’emozione più espressa è il panico che viene difronte situazioni che si ripetono sempre uguali, meccanicamente e che in realtà hanno un significato diverso da quello di facciata.

L’apice di questo “sentirsi altro” però, lo si trova in canzoni come Sere D’autunno, dove grazie alla forte base alternative rock e al canto quasi sofferente si riesce ad avvertire il vuoto che assale indipendentemente dalle altre cose.

In Sogno e Son Desto, primo singolo estratto dall’album, si prendere coscienza che bisogna conformarsi ai falsi modelli imposti dalla società per essere qualcuno, fino al punto che “verità e libertà” si perdono, di questo pezzo stesso la band ha dichiarato che : “è un invito a sapersi liberare da certi schemi, certe paure e a imparare a ragionare in maniera critica e con la nostra testa”.

Sopravvissuti è il pezzo dove il mondo viene definito un sogno svanito ma soprattutto dove “Morte, fame, guerra e follia” vengono definiti gli attuali valori dell’epoca in cui viviamo, normalmente la band non vi si rispecchia a tal punto da voler vivere in un epoca diversa.

Torbido e Visioni D’insieme sono le ultime due tracce, a tratti melodiche e a tratti frenetiche, dove le rime hanno una durezza ed una schiettezza che fa comprendere che si sta male perché nulla è vero e questa realtà non cambia.

Nell’insieme l’album è molto compatto e per quanto si sta per associare la band a qualcosa di già sentito musicalmente e vocalmente si comprende invece la sua unicità, la sua particolarità. Scimmie Urbane è un album adatto sia agli amanti del genere sia a chi vuole ascoltare qualcosa di nuovo.

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Giovanni Tedesco
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