Richie Kotzen: la recensione di 50 * 50

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Richie Kotzen

50 * 50

(CD Baby)

rock

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Richie Kotzen- la recensione di 50 * 50Per festeggiare i suoi 50 anni, Richie Kotzen ha deciso di fare un regalo incredibile ai suoi fans. Non volendo mettere mano al solito greatest hits, il chitarrista ha preso il suo hard disk ed ha trovato una serie sterminata di bozze di canzoni scritte nei ritagli di tempo.

In estate, appena finito il suo tour europeo, ha ripreso in mano queste composizioni, quasi tutte mancanti di qualcosa, ed ha compiuto la follia. Si è chiuso nel suo studio casalingo, le ha completate, le ha suonate, registrate ed ha poi deciso di farle uscire in un triplo cd, dal titolo chiarissimo, ovvero 50 per 50.

In pratica cinquanta brani, tutti nuovi a questo punto, dati in pasto ai suoi seguaci che potranno farsele bastare per un po’ di tempo.

Chiaramente in un’ottica del genere, recensire un lavoro di questa portata non è facile, perché ogni cd è composto da almeno 16 brani.

Cercando di fare un sunto, si può tranquillamente affermare che in questa opera si trova il Kotzen che tutti conoscono.

Dall’istrionico guitar hero, al compositore incredibile, dotato e capace di scrivere canzoni di una bellezza pazzesca. Tanto per citarne qualcuna, potremmo iniziare con Already Scarred, omaggio sentito agli ultimi Soundgarden con quella voce che ricorda in maniera incredibile Chris Cornell.

Il singolo Devils Hand è un sunto di feeling, con il suo incedere acustico che si trasforma in tempesta elettrica con un solo incredibile di oltre due minuti.

Brother Brother è un tuffo nel funk anni 70, con la chitarra jazzata ed un basso ed organo da brividi, su cui si incastona un ritornello che rimane impresso in testa per non si sa quanto tempo.

Going Back è uno di quei lenti che fa sognare, decadente e malinconico, mentre Warrior è la cavalcata anni 70, dal sapore hard rock come erano soliti fare i maestri del settore.

Per poter capire la grandezza dell’ex Poison e Mr. Big potrebbero bastare i primi minuti di Radar, canzone che apre il secondo cd. Riff, voce rock e poi tuffo nel funk improvviso, il tutto condito con il solito gusto per quella melodia che non lo lascia mai.

Lo accompagna anche quando l’elettronica si fonde con le percussioni (Pray for Me) o quando c’è la composizione semi acustica (Same Old Town), con la sua chitarra che incrocia lo stile blues e quello funky tanto caro a John Frusciante.

Si potrebbe continuare per ore a scrivere su questo pazzesco lavoro, ma sarebbe riduttivo. Kotzen, alla fine dei conti, è un musicista con la M maiuscola (Wide Open, a tal proposito, è un discreto biglietto da visita che il cinquantenne potrebbe presentare alla stragrande dei suoi colleghi), capace di emozionare con quello che ha, ovvero un talento smisurato, mai bruciato e sempre al servizio della musica.

Chiaramente CD consigliato per i fans, ma anche per chi è all’oscuro di cotanta arte.

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