Visioni Di Cody: Gritole

Gritole è il terzo lavoro delle Visioni Di Codi. Un album non di facile e immediata lettura, ma interessante sotto molti aspetti (in particolare per quanto riguarda i testi), che si colloca tra il folk e il rock di matrice tradizionalmente “Emiliana”

Visioni Di Cody

Gritole

(Cd/Digital, Brutture Moderne, Goodfellas)

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Si chiamano Visioni Di Cody come il titolo di uno dei romanzi più famosi di Jack Kerouac e della “Beat culture” in generale, ma non è un tributo allo stile della Beat o nulla di simile: semplicemente il nome suonava bene. Non c’è, infatti, nello stile del gruppo e di questo album in particolare un tentativo di ripercorrere e di omaggiare le orme di quei grandi scrittori e musicisti americani degli anni ’50-’60.

La band però viene dall’appennino Tosco-Emiliano, ed è certo che in una zona come questa, la più fertile e prolifica per la musica folk e rock italiana, le influenze di cantautori e rocker sono sempre forti. Non a caso infatti, Gritole (nome di un podere del paese di nascita dei membri della band, San Piero in Bagno, e chiaro segno di volersi raccontare attraverso il richiamo e il ritorno alle proprie origini, alla terra natia e alle sue storie) si muove tra rock, post-rock, folk e cantautorato, entro le schema tipico della miglior tradizione musicale “romagnola”, senza sovrapporsi allo stile per niente banale della band.

Nulla di particolarmente nuovo però, se non quel modo di scrivere molto personale e un pò criptico, forse troppo, tanto che spesso i testi risultano enigmatici e poco immediati, a volte anche di difficile lettura. D’altro canto è tanta la curiosità suscitata dalle parole e dai racconti del gruppo, e già dopo un primo un ascolto viene voglia di approfondire e sentire ancora il disco.

Non mancano i pezzi di bravura e canzoni, come la traccia che apre l’album, Il mare che spacca la terra (quasi certamente la più riuscita) , come la nostalgica U.Ba.Le.Na o ancora come Puttana Miseria, semplice ma efficace, che riescono a trarre il meglio proprio grazie ai testi e alla ben pensata semplicità delle melodie. Belle anche le tracce che chiudono l’album, Un Bel Da Fare e ancor di più La Flemma Di Piero.

Gritole è un lavoro sospeso tra l’influenza della tradizione rock italiana e la voglia di uno stile nuovo e diverso dal solito, ancora acerbo, di non facile decodificazione e a tratti po’ piatto; ma allo stesso tempo unitario, sentito, ricco di metafore affascinanti e di canzoni molto ben riuscite.

Per le Visioni Di Cody la strada è ancora lunga, ma senza dubbio è quella giusta.

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Roberto Consolo
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