Wooden Wand: Death Seat

Nel sud degli Stati Uniti la musica che più suona nelle radio parla di storie d'amore travagliate, di alcool e di religione. Le regole sono queste e Wooden Wand le conosce bene

Wooden Wand

Death Seat

(CD, Young God)

country, rock


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Wooden WandIl country non è mai stato un genere musicale che ho apprezzato, anche perché non ne ho mai  capito bene le finezze e le differenze. Quando più di vent’anni fa mi dissero che Jerry Lee  Lewis era di base un cantante country, allora capì che veramente ero lontano anni luce da conoscere  il fenomeno. Poi ho scoperto Johnny Cash.

James Jackson Toth è Wooden Wand, ed è country a pieno titolo. Il country di nuova generazione, con i piedi ben piantati nel passato. Non ci sono salti di gioia, non ci sono balli o quadriglie da fare nel fienile, in Death Seat. Il panorama è il solito, ogni terra compresa tra Arizona e Tennessee va bene, ma scordatevi il sole caldo. Ci sono solo nuvole cariche di pioggia all’orizzonte, sempre che non sia già iniziato a piovere.

Gli eroi del passato fanno tutti la loro comparsa tra le note del disco, e James li chiama tutti per nome da come li conosce bene. Ci sono però, ogni tanto, delle piccole variazioni, delle parti melodiche, delle suggestioni vocali, che ti fanno capire che è un disco del XXI secolo e non una semplice prova di memoria.

Non so quanto sarà importante questo disco nella storia del country, o se ci saranno elementi che lo faranno emergere rispetto a molti altri autori anche contemporanei. Sta di fatto che è un bel disco. Anche per chi non è appassionato di country.

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Antonio Viscido
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