Tortoise: The Catastrophist

Tra cambi di ritmo, fughe jazz, inserti elettronici, i Tortoise continuano per la loro strada anche con questo The Catastrophist

Tortoise

The Catastrophist

(Thrill Jockey)

post-rock

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recensione tortoise the catastrophistPost-rock, progressive, dub, jazz rock, funk: la miscela dei Tortosie, uno dei gruppi di riferimento per gli anni ’90, è stata d’ispirazione per molti gruppi post-rock che si sono formati dopo Millions Now Living Will Never Die, pietra miliare del genere.

Tra cambi di ritmo, fughe jazz, inserti elettronici, i Tortoise continuano per la loro strada anche con questo The Catastrophist, che esce ben 7 anni dopo Beacons Of Ancestorship.

Il combo di Chicago predilige come sempre trame libere e strumentali, ma in questo ultimo lavoro troviamo 2 tracce su 11 che esulano dai loro canoni: si tratta di due brani cantati da due ospiti vocali. Da una parte c’è Rock On, cover di David Essex cantata da Todd Rittmann chitarrista dei Dead Rider; dall’altra troviamo Yonder Blue, ninnananna cantata da Georgia Hubley degli Yo La Tengo.

The Catastrophist adotta soluzioni che sanno di già sentito, trame fine a se stesse. L’omonima traccia distesa ed eterea che apre il disco, fa parte di questo discorso. Ox Duke si differenzia solo per la forma (frequenze elettroniche in sottofondo, il synth arioso e per i crescendo di batteria finale) ma non per la sostanza (sconclusionata).

Gopher Island è un intermezzo per sax incalzante su base epilettica alla Suicide.

Shake Hands With Danger, dal piglio evocativo ed esoterico, aggiunge nuove letture alla musica dei Tortoise. La visionaria The Clearing Fills continua questo discorso: il pezzo è pervaso da un senso di mistero.

Gesceap spezza l’atmosfera con le linee ipnotiche della tastiera e la batteria marziale, richiamando i Soft Machine. Invece il crescendo funk di Hot Coffee è innocuo, così come lo sono i riverberi chitarristici di Tesseract.

At Odds With Logic è una dignitosa conclusione per un album che pare alle volte sconclusionato, altre volte  senza idee. Incomprensibile è poi la scelta di inserire una cover cantata in un album interamente strumentale (fatta eccezione anche dell’atro brano cantato). Sicuramente The Catastrophist non sarà un album da ricordare per questo 2016.

 

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Alessio Morrone
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