Stearica: Fertile

I torinesi Stearica arrivano con Fertile, nove tracce post-rock e divagazioni noise che ottundono i sensi e nel contempo li dilatano come black hole irraggiungibili

Stearica

Fertile

(Monotreme Records)

post rock, math rock

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Stearica-fertilePiacciono così agli inglesi della Monotreme, visionari e amplificati, assolutamente genuini nel loro essere underground nonostante le varie collaborazioni altolocate di cui si fregiano, ecco allora ritornare in pista i torinesi Stearica con Fertile, una summa di suoni e umori post rock aperti a direttrici varie che alle parole dirette preferiscono urla, timbri, atmosfere e grigi sintomatici, una sostanziale presa sonora delirante, pressante e dichiaratamente “instabile” che nel giro fisso di nove tracce coinvolge come un amore insistito.

Difficile resistere al fascino ombroso di questa tracklist, ancor di più cercare un raggio di luce tra le fitte maglie della struttura, chitarre murate, percussioni scioviniste, una andatura aggressiva e tanta elettricità dai fili scoperti che impattano l’ascoltatore come al cospetto di una siderurgia complessa quanto enigmatica, indubbiamente interessante in surplus se fatta bypassare attraverso cuffie al centro di una notte dove scaricare una frustrazione mal digerita.

Con certi Mogway che striano l’emozionalità ispirante e la collaborazione di calibri come Scott McCloud (GirlAgainstBoys) su Amreeka, Ryan Patterson (Coliseum) su Nur e il sax impazzito di Colin Stetson nella selvaggia Shah mat, il disco è un ricco baccanale dove anche math rock, tranci di stoner, sperimentale, noise  e digressioni psich-trippy Bes s’introducono nei decibel, stordendo di fatto qualsiasi fuga per la tranquillità Halite, Siqlum.

L’abilità dei Stearica nel maneggiare la materia gioca a loro vantaggio, il disco ne traduce il proprio lusso devastante.

 

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Max Sannella
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