Sense Of Akasha: Splendid Isolation

Con un emozionante e maturo concept album (non solo) post-rock, la band altoatesina ci porta alla scoperta dell'isolamento in tutte le sue forme: confusione, paura, coraggio e libertà

Sense Of Akasha

Splendid Isolation

(CD, Riff Records)

post-rock, psichedelia, indie rock

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Recensione Sense Of Akasha- Splendid IsolationPer presentare questa seconda fatica discografica, i Sense Of Akasha hanno passato un’intera settimana all’interno del Forte Asburgico in provincia di Bolzano: l’esito di questo isolamento è assolutamente splendido.

Poesia, coinvolgimento di tutte le sfere sensoriali, lirica. Suoni che toccano le corde più profonde del nostro io. La band altoatesina riesce a sviluppare un vero e proprio percorso lungo le otto tracce di Splendid Isolation, concatenate in una perfetta miscellanea di psichedelia, campionamenti azzeccatissimi e persino eleganti archi.

Il ventaglio delle loro influenze non attinge solo al post-rock di Mogwai o Sigur Ros, ma anche all’indie e al noise rock, riuscendo a creare una miscela originale, con contaminazioni e influssi apprezzabili, senza farsi imprigionare da ripetitivi schemi di genere. Splendid Isolation è un concept album che racchiude al suo interno sensazioni eterogenee e differenti, il trasporto emotivo è grandissimo.

La prima traccia, Ingredients For Total Chaos, si apre con dialoghi televisivi che sembrano tratti da un notiziario di guerra; l’ascolto di voci distorte e chitarre noise in un ritmo sempre più violento ed incalzante comunicano confusione e sgomento. La seguente Wounded Fools offre note vellulate di un pianoforte che tranquillizza e la voce molto calda genera illusioni quasi celestiali, smentite sul finire dal ritorno prepotente di chitarre e archi ad accompagnare il coro avvolgente con un’esplosione di energia: il suono dell’encefalogramma piatto svela uno stato di coma, che motiva le atmosfere angeliche precedenti.

Le lullabies di The Real Unreal portano consolazione alla tragedia della morte, con la stessa struttura in crescendo del brano precedente. Anche Uneasy Dreams segue lo stesso andamento, ma il finale è molto più coinvolgente e risolleva le sorti di un pezzo noioso e piuttosto ripetitivo. La traccia centrale è Splendid Isolation, che porta lo stesso titolo dell’album, lunga ben dodici minuti e mezzo.

I Sense Of Akasha dipingono qui l’isolamento tra coraggio, paura, confusione e libertà, in un’atmosfera lirica, quasi epica, dai contorni sfumati ma con grande continuità e ottimi cambi di ritmo. L’inizio di You’re Free And That Is Why You Are Lost è davvero interessante, ma proseguendo nell’ascolto, la traccia si trascina su se stessa senza particolare impatto. In Notes From The Recovery Room, il recupero delle funzioni vitali e la ripresa della coscienza è accompagnato dal suono profondo e toccante di un organo. Il tratto distintivo di The Happy Melancholic è senza dubbio di un ebow avvolgente che ci accompagna al tripudio finale di archi. Emozionarsi al primo ascolto.

Non capita tutti i giorni di avere tra le mani un disco dal sapore così internazionale, da gustare lentamente per assaporarne ogni minimo dettaglio.

Con Splendid Isolation, i Sense Of Akasha non deludono le aspettative create dal loro precedente lavoro, People Do Not Know Who Rules.

Questi ragazzi di Brunico ci sanno davvero fare. Enormi potenzialità, assolutamente da non perdere di vista.


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Marco Buccino
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